"Mere Christianity" di C. S. Lewis 3/n

Esistenza e personalità della divinità

Lewis argomenta a favore dell’esistenza di una divinità personale in 1-IV e 1-V.

Preventivamente, parlo di un argomento solo parzialmente correlato al ragionamento di Lewis: la cosiddetta “prova ontologica” di Sant’Anselmo, secondo cui, se possiamo pensare il concetto di perfezione, e se non possiamo separare la perfezione dall’esistenza oggettiva (visto che il non-esistere sarebbe un difetto), allora la perfezione, cioè Dio, deve necessariamente esistere.

Non avendo studiato l’argomento originale non sono convinto che la mia interpretazione sia corretta. Il problema dell’argomento comunque è che si passa, usando una terminologia husserliana, dall’essenza all’esistenza: un’astrazione essenziale diventa un’esistenza concreta. La perfezione non è che il frutto di un passaggio al limite che avviene nelle nostre menti, e ciò che avviene nelle nostre menti non crea realtà.

Anche l’idea che un’idea morale universale deve esistere perchè tutti gli uomini agiscono secondo certi principi si basa sullo stesso errore: l’essenza dell’uomo è la necessità di scegliere, ma l’esistenza di un criterio di scelta non si può derivare da questa necessità.

Il ragionamento di Lewis parte dal presupposto che, se una divinità esiste, deve essere esterna all’universo, e che possiamo soltanto osservarla dall’interno, cioè per introspezione della nostra mente. E la osserviamo, aggiunge Lewis, come esistenza della legge morale. Mi chiedo: dov’è il ragionamento?

L’altra prova dell’esistenza di Dio (1-V) è l’esistenza dell’universo, ma non vedo come le nostre conoscenze possano essere aumentate dal supporre che dietro ciò che vediamo, e la cui origine non conosciamo, ci sia qualcos’altro, la cui origine comunque non conosciamo, e che in più neanche vediamo.

Lewis argomenta poi chiedendosi se Dio è personale o è un’entità senza una personsalità, un po’ come un Uno parmenideo. Lewis crede di poter dimostrare la personalità della divinità affermando che, se Dio è un’entità impersonale, non ha senso pregarlo, chiedendogli perdono o aiuto, cosa che renderebbe senza senso il Cristianesimo come messaggio di salvezza; e se il Dio impersonale è pura bontà, ci deve necessariamente odiare (come fa ad odiare se è impersonale?), mentre se non lo è non c’è speranza.

Dal punto di vista logico il ragionamento appartiene alla vasta categoria del “mi piace quindi è vero / non mi piace quindi è falso”: quando di una cosa non piacciono le conseguenze, si tende a ritenere che questa cosa sia falsa, dimenticando che il wishful thinking non ha valore epistemico. L’argomento è poi del tipo question begging: presuppone la sua validità per essere valido.

”Ognuno sta solo sul cuor della terra”, direbbe Quasimodo: perché non ammetterlo? Epistemologicamente non possiamo dimostrare altro. Ecco due modi per fuggire dalla realtà: con l’assolutismo etico l’uomo si sente meno solo quando sceglie, con il relativismo etico l’uomo, al contrario, si illude di potersene fregare. Al contrario, con la mia – di Glucksmann – posizione filosofica, l’uomo si trova di fronte ad una responsabilità e non può far nulla per liberarsene, o anche solo per sentirsi meno solo.

I tentativi di dimostrare la verità della religione sono fallimentari (e pare che, dopo secoli di tentativi, ciò sia ammesso dalla Chiesa, anche se Lewis non si azzarda – forse perchè non cattolico – ad ammetterlo e preferisce spacciare associazioni di idee per ragionamenti): rimane solo la via della Rivelazione, cioè dell’atto salvifico dall’alto, legato alla volontà di una divinità personale, che si rivela al singolo uomo. Questo non è impossibile, ma non ne ho mai avuto esperienza.

Mi chiedo però a cosa servano tutti questi inconcludenti ragionamenti: se non ci si accorge che sono infondati, mi viene un dubbio sulle capacità critiche dell’autore; se ci si accorge della loro infondatezza, perché riportarli? L’unica spiegazione è che si è sacrificato il rigore analitico per finalità apologetiche (meno eufemisticamente: propagandistiche). Ma ragionando male cosa ci si guadagna? La Fede è estranea alla ragione; certi ragionamenti sono contrari ad essa: tra le due cose c’è la stessa differenza che c’è tra arazionale e irrazionale. La Fede non può vantarsi di essere razionale, perché indimostrabile. Ma che almeno non sguazzi nell’irrazionale! Ed un cattivo ragionamento è un cattivo ragionamento.

Si può dire "la deduzione è insufficiente, bisogna passare all’intuizione". Ma in nessun caso ha senso argomentare logicamente male. Nessuna intuizione può negare che "questo deve essere così altrimenti ci sbagliamo da 2,000 anni" non ha la minima validità come argomento. La ragione ha delle regole.

Il XX Secolo è stato il secolo del fanatismo (non sto dicendo che Lewis è un fanatico, anche se per alcuni aspetti lo è, come osserverò in seguito). Il fanatico ha la caratteristica di essere insensibile ai fatti e alla ragione. Soltanto il freddo e rigoroso ragionamento può raffreddare il fanatismo, e l’incapacità di ragionare freddamente e rigorosamente è in genere la miglior prova di fanatismo.

Per nessuna ragione, quindi, credo sia utile menomare gli standard argomentativi in questo modo: è troppo pericoloso. Meglio la certezza del dubbio che una una finta certezza. La ragione (ragionevole, non quella dei razionalisti!) è l’unica arma che abbiamo contro i vigintisecolismi (cioè le mostruosità del XX Secolo).

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in filosofia - articoli. Contrassegna il permalink.

10 risposte a "Mere Christianity" di C. S. Lewis 3/n

  1. paoloprometeo ha detto:

    […]e ciò che avviene nelle nostre menti non crea realtà. […]

    Qui sbagli.

    La realtà esiste SOLO nelle nostre menti.

  2. ilbuffone ha detto:

    ma a proposito di prova ontologica l’hai più letta l’argomentazione di godel che ti linkai?

  3. Wellington ha detto:

    Ottimo post. Concordo (ca va san dir).

  4. topinamburs ha detto:

    Ma che problema avete voialtri agnosticorazionalisti con lo spelling del francese?

    Oppure Wellington scherzava (ca va san dir secondo me è un comando Linux giapponese, comunque).

    Io non ho niente da dire su questo post che non abbia mai detto 10, 100, 1000 volte. Dispero, ma visto che in questo momento sei in compagnia di solidi cattolici mi godo il meritato riposo.

  5. Libertarian ha detto:

    #1: tutta è una questione di convinzione. 🙂

    #2: mi sono annoiato al 3° passaggio… ho dimneitcato tra l’altro il formalismo della logica simbolica…

    #4: So cosa diresti. Tra l’altro ho iniziato Solev’ev.

  6. Wellington ha detto:

    “Ma che problema avete voialtri agnosticorazionalisti con lo spelling del francese?”

    Semplice: non lo abbiamo mai studiato, lo citiamo solo per fare i fighi.:-)

    Fa tutto parte della mia vasta cospirazione neocon agnosticorazionalista per sembrare più intelligente di quello che sono e dominare il mondo in segreto.

  7. retore ha detto:

    Direi che Lewis cade miseramente nella cd. “fallacia del moralista”, come coloro che rifiutano l’evoluzionismo biologico perché avrebbe, a loro dire, conseguenze negative sul piano morale in ordine alla concezione che l’uomo ha di sé, oppure come coloro che rifiutavano la rivoluzione copernicana perché avrebbe creato nevrosi in un uomo che si scopriva periferico e non più al centro dell’universo (cosa per altro effettivamente avvenuta, ma se il medico ti diagnostica il cancro esso non cessa di essere vero in base al livello della tua disperazione…). Gli sforzi apologetici di Lewis, che qui sfociano nel tentativo di rimasticare le dimostrazioni razionali dell’esistenza di Dio propri della filosofia scolastica, lasciano il tempo che trovano, ma egli gode di una grande considerazione tra i cattolici militanti – specie di CL, lo dico per esperienza personale… Per fortuna che la cultura teologica cristiana del XX secolo ha prodotto ben di meglio: forse sarebbe più stimolante per il non credente un teologo cattolico come De Lubac, che senza negare i fondamenti razionali dei praeambula fidei (cosa che sarebbe stata eretica per un teologo) mette l’accento su ben altro: (la Volontà del soggetto a sua volta mossa dalla Grazia), ma si sa i Gallicani non sono mai stati molto simpatici alle ali più conservatrici del cattolicesimo italiano ( che purtroppo nella pubblicistica sono rappresentate da Socci, che giorni fa plaudiva su Libero a farneticanti proposte di un assessore della regione Veneto di reintrodurre l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica nella scuole – vabbé che nel Belpaese l’alternativa sono i catto-comunisti: dalla padella nella brace quindi, tanto di liberali in Italia ce ne sono pochi e in ambito cattolico ancora meno…)

  8. Libertarian ha detto:

    L’ora di religione obbligatoria? Ma chie le propone ‘ste cretinate?

  9. topinamburs ha detto:

    Beh, certo che invece avere un paese dove un certo numero di persone ignora alcuni fondamentali della cultura in cui – piaccia o no – vive è veramente intelligente (cfr discorso su Gesù che muore annegato ieri). Complimenti eh!

  10. Libertarian ha detto:

    La maggioranza degli studenti ignora qualsiasi cosa, non solo la religione. L’ora di religione già c’è, solo che è facoltativa. Vogliamo imporla anche a chi non è d’accordo? Non mi pare il caso. Semmai si può pensare di studiare meglio, chessò, la filosofia medievale (dalla mia prof comunista saltata a pie’ pari), quello sì.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...