Capacità produttiva inutilizzata – 1/7

Introduzione

Questo è il primo di una serie  dedicata alla capacità produttiva inutilizzata.

Questo post è solo una banale introduzione. In seguito dovrò parlare in dettaglio del concetto di submarginalità, poi della cosiddetta "teoria del capitale" – che, secondo un economista della GMU, non esiste (e, se resuscita, basta chiamare gli esorcisti: San Cobb e San Douglass). Successivamente dovrò discutere alcuni problemi metodologici sottostanti al ragionamento in questione, e delle possibili interpretazioni teoriche dell’esistenza della capacità produttiva inutilizzata.

Un’economia produce soltanto benzina. Ci sono 100 campi petroliferi che producono 100,000 barili di greggio al giorno. Ci sono 100 raffinerie che lavorano 100,000 barili di greggio al giorno. Una raffineria e un campo petrolifero durano 10 anni e richiedono 1 miliardo di euro di investimenti. Ogni anno bisogna rinnovare 10 pozzi e 10 raffinerie, con un investimento di 20 miliardi di euro. Il tasso di risparmio totale è proprio 20 miliardi di euro.

Un uragano distrugge 10 raffinerie. Cosa succede?

La capacità di raffinazione si riduce a 90 milioni di barili. Quindi 10 campi petroliferi chiudono i battenti (oppure ognuno lavora al 90%). Ci sono ora 90 raffinerie e 100 pozzi. Dopo un anno senza investimenti, ci saranno 81 raffinerie e 90 pozzi. La carenza di beni capitali farà aumentare la domanda di risparmi e quindi gli interessi. Supponiamo che ci saranno 21 miliardi di risparmi. Conviene quindi investire nella costruzione di 15 raffinerie e 5 pozzi, così si avranno 96 raffinerie e 96 pozzi.

Il primo anno, quindi, ci saranno 10 pozzi inutilizzati. Pian piano l’economia tenderà all’equilibrio di lungo termine, di 100 pozzi e 100 raffinerie, con risparmi per 20 miliardi. Ecco come uno squilibrio nella struttura del capitale produce facilmente capacità produttiva inutilizzata. Ovviamente è impossibile concepire una tale eventualità in un mondo Cobb-Douglass.

Dietro il precedente schematicissimo ragionamento ci sono tre concetti fondamentali della teoria del capitale: complementarità, specificità, durevolezza. Pozzi e raffinerie sono durevoli, sono specifici, e sono complementari. Un’economia con una dotazione di pozzi e raffinerie squilibrata non potrà usare uno dei due beni capitali, in quanto specifico; non potrà farlo perché mancano i beni capitali complementari; essendo i beni durevoli, lo squilibrio può durare a lungo.

PS Se invece di "non si possono usare", sostituite "non verranno usati al massimo", rimane la stessa cosa.

PPS Mi si dice che l’esistenza di capacità inutilizzata è ovvia. In realtà è più che ovvia: è un dato di fatto. Il problema è capirne le cause, e molte spiegazioni non sono affatto ovvie.

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2 risposte a Capacità produttiva inutilizzata – 1/7

  1. Ninus83 ha detto:

    Ecco come uno squilibrio nella struttura del capitale produce facilmente capacità produttiva inutilizzata.

    Giusto. Però per spiegare il non pieno impiego dovrebbero esserci un uragano all’anno in ogni stato del mondo.

  2. Libertarian ha detto:

    #1 No, basta il malinvestment.

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