IV Sessione

Ieri 4° incontro del seminario austriaco, al momento il più interessante. C’erano 21 persone, come il primo giorno, meno del secondo, più del terzo (diluviava). Questo significa che l’interesse rimane abbastanza alto, e non vedo come potrebbe essere altrimenti: gli incontri sono di ottimo livello.

Il primo incontro era introduttivo, sulla teoria del valore. Il secondo è stato un gran sunto della storia della Scuola austriaca. Il terzo era sulla teoria dei prezzi, ma ero malato. L’incontro di ieri era su un argomento che mi interessava particolarmente.

Quattro persone hanno discusso di metodologia. Uno dei quattro ha fatto un’interessante confronto tra Mises e Popper dal punto di vista metodologico, che spero mi arriverà per mail a giorni. Ne è sorta una discussione che credo si sia arenata su un concetto la cui essenza era chiara a tutti ma la cui rilevanza relativa era molto più importante per Mises che per Popper: il cosiddetto apriori. Forse dirò qualcosa a giorni a riguardo.

Ovviamente una nota blogger di Tocqueville c’ha dato la fregatura e non è venuta.

Con due ore di scuola di liberalismo, due di seminario austriaco, una cena carnivora (la pizza fa ingrassare), una passeggiata per Trastevere e un terzo di Dolcetto d’Alba nelle vene al pub, anche stanotte ho dormito quattro ore e sto un po’ distrutto.

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2 risposte a IV Sessione

  1. LibertyFighter ha detto:

    La pizza fa ingrassare…
    La fiorentina invece smagrisce.
    L’argomento di ieri era molto interessante. L’idea che mi sono fatto è che Popper e Mises dicessero in realtà la stessa cosa., ma con parole differenti. Non mi ha invece convinto la posizione di Nicola sul fatto che “Fallibilismo” sia analogo a “Verificazionismo”, in quanto, almeno per le scienze sperimentali, una ipotesi è sempre smentibile (falibilismo), ma mai verificabile con Certezza. Credo che la stessa idea si possa applicare alle scienze sociali.
    In particolare, l’apriorismo Misesiano si basa su dei postulati e da conseguenze logiche derivate dai postulati.
    Chiaro che un teorema derivato direttamente tramite espressioni logiche dai postulati, può essere errato solo se:

    1) Le espressioni logiche sono sbagliate
    2) I postulati sono sbagliati.

    Ora, il punto 1 sarebbe di semplice dimostrazione. E’ piuttosto chiaro che se nei teoremi Austriaci ci fossero stati svarioni logici, non staremmo a parlarne da molto tempo (a meno che tali svarioni non avvantaggino lo Stato of course, tipo Keynes).
    Quindi, la teoria Misesiana può essere falsata (e questo secondo me diceva Popper). Ma solo se si dimostrano falsi i postulati iniziali.
    In un certo senso quindi, è vero che la teoria Misesiana, pur essendo aprioristica, è comunque falsificabile. Il problema però è che vedo molto arduo confutare gli assiomi. Dal canto suo, aveva perfettamente ragione Mises nel dire che un “fatto” non confuta una teoria. Il fatto in effetti è un aggregato di variabili, dalle quali è piuttosto difficile scernere il principio causale. Per questo è vero ciò che dici tu, ossia che la teoria Misesiana è non falsificabile con l’esperienza. Lo è solo con una dimostrazione teorica che confuti gli assiomi prasseologici.
    W la Logorrea!!!

  2. mises2804 ha detto:

    c’è un bel libro sul confronto di metodologia fra Popper e Mises pubblicato dal Cmss (Luiss) intitolato Filosofia dell’azione e teorie della razionalità

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