Chi di animalismo ferisce…

Leggo: "Un gruppo animalista ha lanciato nel 2008 una singolare battaglia legale affinché la Corte suprema austriaca dichiarasse che lo scimpanzé Matthew Hiasl Pan fosse in tutto e per tutto un essere umano. Secondo l’associazione ciò era incontestabile visto che l’animale possedeva il 99,4 per cento di Dna umano. Da parte sua il giudice ha archiviato il caso affermando che gli animalisti non avevano alcun diritto di parlare a nome di Matthew."

Il che è un esempio di Estoppel? "Estoppel is a well-known common-law principle that prevents or precludes someone from making a claim in a lawsuit that is inconsistent with his prior conduct, if some other person has changed his position to his detriment in reliance on the prior conduct (referred to as “detrimental reliance”). Estoppel thus denies a party the ability to assert a fact or right that he otherwise could. Estoppel is a widely-applicable legal principle that has countless manifestations. The Roman law and today’s civil law contain the similar doctrine venire contra factum proprium, or “no one can contradict his own act.” Under this principle, “no one is allowed to ignore or deny his own acts, or the consequences thereof, and claim a right in opposition to such acts or consequences.” The principle behind estoppel can also be seen in common sayings such as “actions speak louder than words,” “practice what you preach” or “put your money where your mouth is,” all of which embody the idea that actions and assertions should be consistent. As Lord Coke stated, the word “estoppel” is used “because a man’s own act or acceptance stoppeth or closeth up his mouth to allege or plead the truth.”"

Causa

Estoppel

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8 risposte a Chi di animalismo ferisce…

  1. seguso ha detto:

    Ho capito che cos’è l’estoppel, e ho pure studiato le teoria di Kinsella, ma mi sfugge il nesso con gli animalisti. In che che punto l’animalista contraddirebbe a parole ciò che dichiara con le azioni?

    Cosa interessante, l’animalismo è perfettamente compatibile con il libertarismo. Il principio di non aggressione contro non-aggressori è un principio molto generale e si può estendere senza problemi a tutti gli esseri senzienti. Inoltre l’argomento dei casi marginali è forte.

  2. LibnonLab ha detto:

    “Secondo l’associazione ciò era incontestabile visto che l’animale possedeva il 99,4 per cento di Dna umano”

    Peggio dei pro-life ragazzi, almeno loro possono contare su un DNA umano al 100% 😀

  3. LibnonLab ha detto:

    Mi spiace per la causa 8 però, le lesbiche etero avevano ragione di lamentarsi 😀

  4. Libertarian ha detto:

    #1 la mia era una battuta. se un animalista vuole convincere che gli animali sono uomini, deve trattarli da uomini, e farsi firmare il permesso di difenderli in tribunale. Come diceva Rothbard, “credero ai diritti animali quando gli animali mi firmeranno una petizione”. 🙂

  5. painlord2k ha detto:

    @Seguso
    L’argomentazione dei “Casi Marginali” arriva a dire che non posso uccidere degli animali per mangiarli?
    Probabilmente si.

    Se non ricordo male Rothbard aveva idee differenti sia sugli infanti sia sugli animali.

    Il principio di non aggressione si può applicare solamente in un regime di reciprocità.
    Nel senso che io posso applicare questo principo con chiunque sia disponibile ad applicarlo. Ma per essere disponibile ci vuole una mente in grado di comprendere il concetto di reciprocità ed accettarlo.

    Questo gli animali non sono in grado di farlo, perché mancano di una mente. Se sono selvatici non hanno padrone e sono quindi possibili prede Quelli domestici hanno dei proprietari e quindi non vanno attaccati e gli infanti non si attaccano perché sono di proprietà dei rispettivi genitori o tutori (fino a che non li mandano a quel paese e diventano entità autonome).

    Quindi, se dall’altra parte non c’è una mente che comprende la reciprocità, comprende il principio di non aggressione ed è disposta ad applicarlo, allora un libertario non dovrebbe essere limitato dal principio di non aggressione.

    Un esempio è chi segue la fede islamica: nell’Islam non c’è reciprocità verso gli infedeli o gli ipocriti, che sono considerati inferiori da dominare quando possibile, uccidere se conveniente e di certo non da aiutare se vengono aggrediti da un’altro mussulmano.
    In questo caso, un libertario non è (IMHO) tenuto ad applicare il principo di non aggressione, in quanto, dichiarando o appartenendo all’Islam il mussulmano dichiara i suoi intenti verso chi non è islamico. E la storia, da Rejkiavik alla Cambogia e all’Africa mostra che non scherzavano.

  6. Libertarian ha detto:

    #5: Quanto dici non è compatibile con lo status giuridico dei dhimmi nei paesi islamici. Questi hanno il diritto di non essere aggrediti, sono costretti a pagare una tassa e non hanno diritti politici. Sono giuridicamente inferiori ma protetti, un po’ come le donne islamiche.

  7. painlord2k ha detto:

    Questo, solo in teoria.

    In pratica, lo status di dhimmi mette un non islamico alla mercé di ogni islamico, che può accusarlo di qualsiasi cosa e avere la sua testimonianza valutata il doppio di quella del dhimmi

    Inoltre, lo status di dhimmi vale solo per i popoli del libro, quindi solo per i cristiani, gli ebrei e gli zoroastraini. Gli altri si possono solo convertire o sterminare.
    Anche il fatto che i regnanti islamici in India avessero esteso lo status di dhimmi agli hindu non è accettato da altre scuole islamiche (tipo i salafiti).

    Poi c’è la dottrina dell’abrogato e dell’abrogante, che si acompagna alla confusione cronologica della rivelazione dei versetti nel Corano. In questo modo c’è sempre la possibilità di argomentare che un versetto “posteriore” ha la precedenza su uno anteriore che dice una cosa differente e contrastante (EG. “Non obbligo nella religione” prima, “Uccidi chi cambia la sua religione (islamica)” dopo).

    Poi, IMHO, tra le cose più gravi, la pratica del kitman e della takkyia (dissimulazione), che permette ad un islamico di mentire a un non islamico (o a un ipocrita islamico) nel caso si creda che dal dire la verità venga un qualsiasi danno o si perda un vantaggio. In pratica un islamico può mentire quanto gli pare a un non islamico se questo lo avvantaggia. Il che significa che i contratti valgono niente e non si può costruire una relazione di fiducia tra un islamico e un non islamico.

    Ultimo, ma non meno importante, un dhimmi è poco più di uno schiavo, in quanto se non vuole accettare la sua posizione sottomessa agli islamici (tassa e tutto il resto) è minacciato di aggressione da parte degli islamici. Il che implica che ha tutto il diritto di difendersi e di rivoltarsi contro i suoi padroni.

  8. painlord2k ha detto:

    Dimenticavo l’Estoppel!!!
    Dato che le azioni valgono più delle chiacchiere, basta verificare la storia della convivenza dei non islamici sotto gli islamici e il comportamento di Maometto e dei quattro Califfi per vedere che la prassi islamica è differente da quella che potrebbe essere la teoria dichiarata.

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