Finanziarizzazione e distribuzione dei salari

Supponiamo che un’economia ricca abbia un tasso di risparmio bassissimo e un settore finanziario ipertrofico. Supponiamo che sullo stesso pianeta ci sia un’economia povera, con un tasso di risparmio altissimo.

Cosa succederà alla distribuzione dei redditi nel primo paese?

  1. ll primo paese, che chiameremo U (lettera scelta arbitrariamente), ha bisogno di risparmi per fare investimenti, e siccome non ci sono risparmi nazionali avrà bisogno di importare capitali.
  2. Il secondo paese, che chiameremo C (lettera altrettanto casuale), ha sufficienti risparmi da esportare in U, e quindi finanziare la crescita di U.
  3. Esportare capitali ed esportare merci sono la stessa cosa, perché esportare senza importare significa esportare a credito, cioè fare credito: il capital account e il current account sono identici per motivi contabili.
  4. Siccome C produrrà merci ad alta intensità di lavoro, si crea un effetto sostituzione: il lavoro di bassa qualità in U viene domandato di meno.
  5. Siccome U produce servizi finanziari che impiegano lavoratori di alto profilo, la domanda di questi aumenta.
  6. Siccome la domanda di lavoratori di basso profilo in U scende e quella di lavoratori di alto profilo sale, ci sarà un aumento del differenziale salariale, con una riduzione del reddito relativo delle classi medio-basse.

Credo che questo spieghi diverse cose, anche se poi in realtà bisogna considerare una serie di effetti che in parte compensano questi meccanismi: l’importazione di beni a basso costo avvantaggia soprattutto le classi basse, e una politica monetaria espansiva finanziata coi risparmi esteri può essere usata per incanalare risorse verso ad esempio l’edilizia popolare, come hanno fatto Fannie e Freddie per diversi anni, probabilmente provocando in parte un declino dei lending standards.

Si noti anche che:

  1. Se non ci fosse C, U non potrebbe crescere, avrebbe dei tassi reali enormi ed economicamente starebbe in stallo o in contrazione.
  2. Se questo provocasse una riduzione dei consumi in U, U potrebbe ricominciare a crescere, ma siccome non avrebbe bisogno di importare capitali, i finanziamenti andrebbero ad avvantaggiare la produzione locale, e quindi i redditi bassi.

Nel lungo termine vincerà C, che si industrializzerà per produrre merci da vendere a U, e i lavoratori ricchi (oltre al settore finanziario per intero) di U. Non c’è nulla in questo ragionamento che dimostri che tale struttura economica debba essere instabile: se lo è o meno dipende da altri fattori (come la politica monetaria, ad esempio).

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