Domanda interessante

Leggo su NFA: "In verità vorrei porre una domanda ai costituzionalisti che ci leggono. La decisione di erogare fondi equivale spesso alla decisione di permettere la sopravvivenza o meno di un organo di stampa. Non mi sembra irragionevole affermare quindi che la legge sul finanziamento viola il comma 2 dell’art. 21, che nega allo Stato il potere di imporre autorizzazioni. La ratio della norma è impedire che lo Stato possa influenzare la produzione di informazione mediante decisioni discrezionali. Il finanziamento pubblico è una autorizzazione di fatto, dato che lo Stato in tal modo può decidere quali organi d’informazione possono sopravvivere e quali no."
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4 risposte a Domanda interessante

  1. retore ha detto:

    Purtroppo è sufficiente che i criteri della legge siano oggettivi e non siano palesemente discriminatori per salvarne la validità (tipo soldi all’organo di un partito A e non a quello del partito B). Ti posso citare in un altro campo l’applicazione del principio: i contributi per edilizia religiosa. La Consulta ha stabilito che è giusto commisurarli alla quantità di fedeli che ogni confessione ha, ma che erano illegittime le leggi regionali che davano contributi all’edilizia religiosa solo alle confessioni dotate di un’ Intesa con lo Stato (la cui stipulazione è il frutto di una scelta discrezionale di Governo e Parlamento) lasciando quindi tutte le altre a bocca asciutta.

  2. Libertarian ha detto:

    Ok. La cosa intuitivamente mi pareva verosimile.

  3. ecas ha detto:

    E’ un’osservazione interessante, ma nei fatti anche abolendo i contributi pubblici ai mezzi d’informazione l’art.21 della Costituzione rimane comunque disatteso. Infatti la legge sulla stampa del 1948 obbliga le testate giornalistiche a registrarsi al tribunale competente di zona e l’art.46 della legge del 3 febbraio 1963 n.69 stabilisce che ogni prodotto editoriale deve avere un direttore e un vice direttore responsabile iscritti nell’elenco dei giornalisti professionisti. Chi viola tali leggi può incorrere in una denuncia per il reato di stampa clandestina (e siamo nel penale). Alla faccia del non voler imporre autorizzazioni!

  4. retore ha detto:

    Son d’accordo con ecas: condivido la tesi, che pure esiste in dottrina (e con notevole seguito) che giudica incostituzionale la legge sulla stampa così com’è: le giravolte dialettiche sulla natura non autorizzatoria di tali atti non mi hanno mai convinto

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