Libertarismo Galattico

Qualche settimana fa avevo sentito parlare di Battlestar Galactica ad un pranzo e quindi mi sto vedendo le puntate. Sono arrivato verso la fine della seconda serie, e una delle puntate è molto interessante sul piano liberale: si chiama Black Market.

In sostanza, il governo civile vuole il controllo di tutte le derrate e di tutti i beni commerciali in nome di un principio del tutto idiota: che una merce scarsa non debba essere venduta ad un prezzo alto (che è l’unica cosa che può stimolarne l’offerta e quindi ridurne la scarsità).

Si scopre però nel corso della storia che in realtà il mercato nero non era semplicemente nero, cioè legittimo dal punto di vista liberale anche se illegale sul piano del diritto positivo, cioè della maestrina neo-presidente che non capisce un tubo di economia: il mercato nero – come gran parte dei mercati neri – è anche pieno di veri e propri delinquenti, in quel caso ladri di medicinali, rapitori e pedofili.

Alla fine ci si rende conto di non poter debellare il mercato (cosa che capì anche Lenin dopo pochi anni di sperimentazione del socialismo) perché "voi contrabbandieri siete necessari alla sopravvivenza della flotta".

Lezioni da trarne:

  1. La demagogia dello sfruttamento è in grado di giustificare politiche dannose in nome dell’istinto accentratore del potere politico.
  2. Il mercato produce ricchezza ed è necessario, anche in una mini-economia di 60,000 persone su un centinaio di navi.
  3. Il mercato, reso nero dal moralismo e dalla stupidità politica, perde efficienza e diventa terreno di caccia di mafie assortite.
  4. Un mercato libero è la politica migliore per tutelare gli incentivi a produrre e scambiare meglio, minimizzando i costi di transazione e gli incentivi perversi.

PS Vabbè, per chi non lo sapesse, il telefilm riguarda una flotta di navi umane che scappa da robot assassini, governati da un’ex insegnante che è l’unica sopravvissuta del governo precedente.

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3 risposte a Libertarismo Galattico

  1. Wellington ha detto:

    Io ancora non sono riuscito a trovare il tempo per vederlo. Nel frattempo resto fedele all’anarchia deadwoodiana:

    “I’ll tell you what. I may have fucked my life up flatter than hammered shit, but I stand here before you today beholden to no human cocksucker. And workin’ a payin’ fuckin’ gold claim. And not the U.S. government sayin’ I’m tresspassin’ or the savage fuckin’ red man himself or any of these limber dick cocksuckers passin’ themselves off as prospectors had better try and stop me.”

  2. retore ha detto:

    Esattamente per questo io trovo assurdo anche chiamare negrieri gli scafisti: sono elementi sì di estrazione criminale, ma che offrono semplicemente un servizio di trasporto per destinazioni vietate -salvi i reati naturali di contorno anche gravi ma che sono solo eventuali – dietro un compenso che copre il rischio dell’illegalità (esattamente come Al Capone offriva forniture alcoliche e non era un criminale per quello ma eventualmente per tutto il resto), non comprano o rapiscono mica le persone in Africa come i negrieri dei tempi andati, eppure il termine negriero serve a creare una maggiore indignazione che “aiuta” le varie campagne.
    Intanto si apprende che in spirito bipartisan il Parlamento approverà “la soluzione finale contro l’usura” (una legge che impedirebbe molti diritti difensivi agli imputati di usura, tra cui il controesame in dibattimento dei testi dell’accusa). Poveri politici, pensavano di far scomparire il mercato dei prestiti ad alto interesse (per la precisione, nel trimestre in corso il tasso-soglia per i finanziamenti concessi da soggetti non bancari, eccetto gli acquisti rateali e il credito revolving, è il 15.87% annuo per i prestiti superiori ai 5000 euro), ma lo hanno solo affidato alla criminalità, che magari ti chiede il 50% mensile e ti uccide se non paghi – e con questa legge il risultato sarà solo qualche innocente falsamente accusato di usura che non potrà difendersi, non certo quello di stroncare il mercato nero del credito per clienti “rischiosi”.

  3. Libertarian ha detto:

    L’unica merce prodotta dalla politica sono i detergenti per lavare coscienze pigre. 🙂

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