C'è speranza per tutti

Difendere l’indifendibile, non nel senso Blockiano, è un’attività tipica di chi si interessa di politica, in quanto si sceglie una squadra, destra o sinistra che sia, e poi vale il motto "[Enter Name] ha sempre ragione". Questo si vede tra i fan di Berlusconi, che dopo 15 anni di politica non ha fatto nulla di liberale – e dire che per il 50% del tempo è stato Primo Ministro – e continua a potersi fregiare impunemente del titolo; lo si vede anche a sinistra (non avendo un leader, non c’è un nome e un cognome dietro il fideismo di sinistra), ed è divertente notare come le prime iniziative del governo pacifista e solidarista di Romano Prodi furono mandare soldati in Libano e alzare le tasse sui lavoratori atipici*.

La buona notizia è che non è necessario, per interessarsi di politica all’interno di un movimento, perdere la propria onestà intellettuale: in moltissimi casi, infatti, non si devono compiere azioni moralmente riprovevoli: basta perdere le proprie facoltà intellettive.

* Sono del tutto d’accordo con quest’ultima politica (a cosa servano i soldati in Libano ancora me lo chiedo): sarebbe stato però meglio, anziché prendere in giro gli elettori, educarli a capire come va effettivamente la realtà. Peccato per l’abolizione dello Scalone, che sarà costata al sistema pensionistico italiano un occhio della testa.

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