Audit the Fed

La Fed ha fatto più danni all’economia americana in 90 anni di esistenza di ogni altra cosa: pensare la Grande Depressione, la stagflazione degli anni ’70 e l’attuale crisi senza la Fed è come un giallo senza assassino.

Ron Paul dice che bisogna fare l’auditing della Fed al Congresso, per informare i cittadini di ciò che avviene. Il pericolo è che l’indipendenza della Fed ne venga ulteriormente compromessa, anche se rimane difficile immaginare come la Fed possa fare di peggio. Siccome però il peggio esiste, si pensi allo Zimbabwe, l’argomento non è trascurabile.

Basterebbe probabilmente un obbligo di trasparenza: come si fa a perdere indipendenza semplicemente dovendo scrivere ogni dettaglio di quello che si fa entro limiti e in forme ben precisi?

Il problema è che in questo modo si perde un grado di libertà della politica monetaria: aiutare le banche di nascosto (come col TAF) per non far sapere al mercato quanto è buono il formaggio con le pere. Aumentare le asimmetrie informative aumenta l’effiacia della politica monetaria e la Fed lo sa benissimo.

Ne parla Karlsson, con un interessante link.

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6 risposte a Audit the Fed

  1. jcfalkenberg ha detto:

    La Fed avrebbe già in teoria un obbligo di trasparenza. Il problema è che chi legge non vuole capire e chi spiega non vuole arrivare alla realtà: vuole adattare alle proprie necessità propagandistiche, siano esse socialiste o corporativiste

  2. ecas ha detto:

    Valuto che uno dei problemi della FED e di molte banche centrali è di dover rispettare due difficili obiettivi: contenimento dell’inflazione e piena occupazione. Ovviamente le pressioni politiche maggiori si indirizzano spesso sul mantenimento del secondo obiettivo, anche perché i governi in genere si avvantaggiano nel breve termine della politica inflazionistica.
    C’è il seguente foglio di calcolo che può essere utile alla discussione[1]. In termini di trasparenza gli USA hanno un indice abbastanza alto. Il problema è l’indipendenza della banca centrale. Ovviamente questi strumenti quantitativi devono essere presi un po’ con le molle, perché a volte non comprendono alcune cose che possono avere anche una certa rilevanza. In particolar modo bisogna stare attenti a non ignorare il fatto che è importante anche l’indipendenza delle banche private dalla politica. Avere una banca centrale trasparente ed indipedente ma un sistema bancario in cui è forte l’influenza politica non migliora molto le cose.
    Da questo punto di vista valuto che un buon compromesso è quello neozelandese in cui la Feserve Bank ha come mandato principale il contenimento dell’inflazione e dove il settore bancario e finanziario ha un sufficiente grado di concorrenza e d’indipendenza dal potere politico.

    [1] http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2008/data/wp08119.zip

  3. Kluz ha detto:

    Bé, RonPaul, in quanto fervente “austriaco”, la FED la abolirebbe proprio. Quindi altro che “indipendenza” o “trasparenza”.

  4. Libertarian ha detto:

    #4: Yes, il dubbio è se l’auditing la renda ancora peggiore di come è. Anche se ci vuole fantasia macabra per immaginarlo.

  5. z3ruel ha detto:

    Kluz ha ragione, infatti l’obiettivo è lo sputtanamento, più che la trasparenza. Ron punta a far rumore in modo che gli americani sappiano che cosa fa realmente la FED. Che poi la maggioranza degli altri firmatari della richiesta di audit non la pensino come lui è chiaro.

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