Fatti e valori 10/n

Ideals have consequences

Le preferenze individuali sono ovviamente fondamentali per la convivenza umana: educare un essere umano non significa insegnargli soltanto a leggere, scrivere, far di conto, e discettare di Impressionismo e dell’is/ought problem; educare significa anche educare al rispetto per gli altri, all’analisi, all’imparzialità nel giudizio, al rispetto della proprietà e della legge (quando giusta).

Lasciamo perdere le scempiaggini sull’autoritarismo sull’educazione: non hanno nulla a che fare con il liberalismo, ma con il relativismo etico; e, sul piano scientifico, non si è mai vista una società senza processi di socializzazione. Il liberalismo non è moralmente neutrale: difende il diritto di ognuno di usare i propri mezzi per i propri fini; e in quanto tale si oppone ad ogni forma di confisca dei mezzi e di limitazione dei fini perseguiti dagli individui. Il liberalismo non è relativismo perché non dice che ogni valore va bene: è semplicemente compatibile con innumerevoli sistemi di valori diversi, purché rispettino certe condizioni minime. Il liberalismo è incompatibile con l’Islam quando tratta le donne da esseri inferiori e con la Chiesa quando confisca i corpi di chi non ha la forza di suicidarsi; il liberalismo è incompatibile con lo pseudo-filantropo che ruba ai ricchi per dare ai poveri e con lo Stato che giustifica con la solidarietà le proprie ruberie.

Il giusnaturalismo razionalista è un edificio teorico fragile e senza fondamenta, non rappresenta "the ultimate weapon” del liberalismo perché è un’arma che non può convincere nessuno, in quanto è troppo facile scorgere i non sequitur che si celano dietro di essa. Cosa è da conservare del giusnaturalismo? L’idea che il diritto è sempre una questione di scelta morale; che esistono delle regolarità giuridiche che hanno validità abbastanza generale tra tutte le epoche e tutte le civiltà; che la ragione può aiutare a capire molte cose, anche se non risolverà mai tutti i problemi; che esiste una scienza della società e quindi non è vero che “il diritto può avere qualsiasi contenuto”; che i principi fissi contano almeno tanto quanto gli espedienti, se non infinitamente di più, per il funzionamento della società; che il concetto di diritto non necessita del concetto di Stato, che è esistito il primo senza il secondo, e anzi che è impossibile concepire il secondo senza il primo (un’istituzione senza una “regola di riconoscimento”).

L’uomo deve scegliere e la scelta implica giudizi di valore; ogni scelta che si fa può essere sbagliata e gli obiettivi che perseguiamo potrebbero avere conseguenze deleterie o non essere compatibili con altri obiettivi, nostri o altrui. La ragione ha una notevole utilità nel permetterci di fare scelte migliori, ma il concetto stesso di “migliore” implica un giudizio di valore che in quanto tale è extra-razionale.

Cosa vogliamo dalla società o dal diritto dobbiamo sceglierlo noi, e la ragione non può scegliere al posto nostro, né imporci scelte particolari. Non c’è nulla di illogico nel non essere liberali o libertari, come non c’è nulla di illogico nel suicidarsi o nel desiderare il ritorno all’Età della Pietra, come certi ambientalisti.

Quello che occorre fare è convincere gli altri ad avere valori compatibili con i nostri: ad esempio, vivremmo in un mondo decisamente migliore se non fossimo circondati da democratici che vogliono imporre alle minoranze la volontà delle maggioranze attraverso quei processi di scelta collettiva che sono l’antitesi stessa del liberalismo.

Gran parte delle persone preferisce mangiare a digiunare e vivere ad essere uccisi, e la società – tramite la divisione del lavoro e l’accumulazione di capitale (in senso lato, non strettamente economico) – genera dei ritorni impressionanti per l’individuo che decide di vivere al suo interno, cosa che richiede il rispetto di determinate regole. Potremmo dire che la società esiste perché esiste il teorema dei vantaggi comparati, semplificando un po’, forse anche un po’ troppo: non per questo chi non rispetta determinate regole viola la ragione, e non per questo tutti gli esseri umani possono essere convinti a rispettare determinate regole semplicemente tramite la discussione. Certi problemi si risolvono meglio con la spada che con la penna.

Il contenuto normativo del liberalismo è che gli uomini andrebbero lasciati liberi di usare i propri mezzi per perseguire i propri fini, e l’idea è che questo sistema possa garantire l’ordine sociale senza un rigido ordine gerarchico e senza Demiurghi sociali – autoritari o democratici che siano (o perlomeno con un demiurgo dai potere estremamente limitati).

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