Specchio riflesso

Se parlate con un paranoico, scoprirete che secondo lui il mondo è pieno di paranoici che esagerano i problemi e eccedono nei controlli. Se parlate con un cospirazionista, scoprirete che lo scopo primario dei servizi segreti è cospirare per ridurre la credibilità dei cospirazionisti. Se poi qualcuno vi da dell’idiota e voi rispondete piccati, scoprirete che farà l’offeso. Se infine parlate con un fanatico religioso, passerà tutto il tempo a cercare quale sia la vostra fede fanatica.

Situazioni del genere sono relativamente frequenti, ed esistono una serie di spiegazioni. Vediamo un po’.

  1. Meglio male accompagnati che soli: se tutti sono matti come me, io mi sento meno matto.
  2. Giustificazione morale: io uso la violenza totale solo per difendermi dalla violenza totale del mio nemico.
  3. Neuroni specchio: il mio cervello funziona così e dunque tutti i cervelli altrui funzionano allo stesso modo.

Su (1) c’è poco da dire: l’essenza di essere matti parrebbe essere quella di non rendersene conto, anche se questo non è vero perché ho visto matti con elevati livelli di consapevolezza.

Invece, (2) è più interessante. Autori come Erik Maria Ritter von Kuehnelt-Leddihn o Carl Schmitt scrivevano, o peggio ancora addirittura credevano, che le stragi di civili e i bombardamenti a tappeto fossero un’invenzione, se non addirittura una caratteristica, dei paesi "marittimi" e "occidentali". Carl Schmitt scriveva addirittura queste fesserie nel 1942, mentre viveva a Berlino! (Anche Martin Heidegger pare non fosse da meno.) Se il nemico, non raramente del tutto immaginario, è pronto ad usare qualsiasi mezzo per distruggere l’umanità intera, allora usare veramente qualsiasi mezzo "solo" per distruggere il nemico non è poi un’attività criminale, anzi, è un atto eroico.

Infine c’è (3), a cui pensavo ieri. L’unica mente che conosco è la mia. Per quanto possa conoscere e capire, a volte anche prevedere, il comportamento delle poche persone che conosco bene, rimane il fatto che l’unica mente che posso osservare e analizzare è la mia. Questo comporta una serie di errori tipici quando si cerca di interpretare il comportamento altrui, perché è difficile infatti capire persone molto diverse da sé stessi. Nel caso di persone non particolarmente empatiche o brillanti, l’idea che esistano persone diverse da sé stessi può essere difficile da digerire, e quindi si tende a replicare i propri processi cognitivi nel tentativo di interpretare le azioni altrui. Il risultato è che il paranoico si convincerà di vivere in un mondo di paranoici e i depressi in un mondo di depressi.

Questi meccanismi psicologici giocano un ruolo importante nel fanatismo, perché inibiscono il controllo morale sulle proprie azioni e tendono a creare una visione del mondo del tutto erronea in cui tutti si comportano in un certo modo perché sono tanto pazzi quanto il soggetto in questione.

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