Irrationality clustering

No, stavolta solo il titolo è in italiano: ho problemi a tradurre clustering.

Sono andato al Mises Seminar di Sestri Levante e sul treno ho incontrato un signore molto simpatico ma eccessivamente loquace. Nell’ordine, questo signore credeva:

  • Che il debito pubblico è tutto in mano ai massoni
  • Che la banca centrale è in mano ai massoni
  • Che il potere politico è in mano ai massoni
  • Che c’è un percorso di meditazione orientale che permette di liberarsi dai condizionamenti sociali e trovare l’illuminazione interiore
  • Che si possono curare le malattie con la manipolazione dei piedi o con l’omeopatia

Probabilmente avrei potuto continuare per ore e scoprire che il signore in questione era un abbracciatore di alberi, un astrologo, un hippy che cercava la gnosi nell’acido lisergico, un fedele seguace di Tremonti, un cristiano rinato e un complottista dell’11/9. Forse tutte queste cose assieme.

La prima cosa che ho pensato è che c’è una tendenza probabilmente tipicamente umana, ma certamente più forte in certi individui che in altri, a prestar fede a credenze indimostrabili (come la religione) o palesemente irrazionali (come il signoraggio) per creare ordine nel proprio mondo, per dare senso alla propria esistenza, per capire gli eventi storici, per darsi uno scopo nella vita.

Questo bisogno psicologico è in grado di influenzare le capacità intellettive attraverso non sequitur, reazioni emotive, certezze infondate, metodologie indifendibili, e più in generale una certa obnubilazione delle capacità critiche (la cosa non si riferisce specificamente al signore di cui sopra, che anzi è stato molto educato nonostante alcune mie espressioni iniziali piuttosto aggressive).

Nelle persone in cui questo bisogno va ad interferire con i normali processi cognitivi questo processo porta alla formazione di intere Weltanschauung campate per aria, di cui il mondo è pieno (anche il mondo libertarian). Il risultato è che le credenze irrazionali (o irragionevoli, per chi come me non crede molto al potere della ragione) tendono a concentrarsi in gran numero nelle menti di certi individui (questo è l’irrationality clustering).

Sono convinto che Popper avesse ragione nel sottolineare l’importanza del metodo nel preservare un minimo di ragionevolezza nell’osservare il mondo.

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8 risposte a Irrationality clustering

  1. Wellington ha detto:

    "ho problemi a tradurre clustering"

    Raggruppamento.

    Personalmente ho incontrato di peggio. In ogni caso la nostra società premia questo tipo di mentalità conferendogli il titolo di "libera", "indipendente", "originale" e altri aggettivi con connotazione positiva.
    La maggior parte delle persone che snocciolano teorie del complotto e descrivono mondi paradisiaci che esisterebbero "se solo" quello attuale venisse smascherato per quello che è soprattutto amano credersi più furbi degli altri, ritenere di essersi elevati "al di sopra della massa". Che poi le cretinate che dicono siano diffuse proprio a livello di massa viene beatamente ignorato.

    In ogni caso l’irresponsabilità personale incoraggiata dalla politica è all’opera anche in questi casi.

    Se questo signore invece di potersi limitare a scaricare tutto sui "massoni" dovesse prendere delle misure concrete contro di essi allora per combatterli efficacemente dovrebbe dimostrare in concreto chi sono, dove sono, cosa fanno. Una cosa è limitarsi a sparlare dei barbari ai banchetti, un’altra è guidare un esercito in terra barbara rischiando la propria pelle.

    Ma viviamo nell’epoca della irresponsabilità personale generata dalla politica in cui le ideologie sono come il tifo calcistico: basta supportarle dall’esterno.

  2. Libertarian ha detto:

    C’è speranza per l’umanità. Il santone buddista guaritore ha detto en passant "il mio cardiologo": con la propria salute sono tutti più seri che con la propria fede politica.

  3. DavyG ha detto:

    Io trovo che sia molto interessante, in ogni caso, il fatto che gli aspetti emotivi della mente umana abbiano un ruolo così forte nel "guidare" anche gli aspetti razionali della stessa.

  4. cachorroquente2 ha detto:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Bad_Science_(book)

    Ti consiglio caldamente questo libro (a proposito di errori di ragionamento diffusi, e di junk science – con un climax dall’omeopatia fino agli imbrogli delle case farmaceutiche, passando per il business degli integratori alimentari). E’ ben documentato, comprensibile anche per i profani, e fa tagliare dal ridere.

    Comunque considera che il nostro cervello si è evoluto, negli ultime centinaia di migliaia di anni, in piccole società di cacciatori-raccoglitori. Ragionare sui grandi numeri era inutile e impossibile, e così siamo tarati per riconoscere pattern (anche quando non esistono) e agire secondo una priorità emotiva.

  5. Libertarian ha detto:

    Sembra molto interessante.

  6. Wellington ha detto:

    Anch’io ne ho un paio che però non ho avuto ancora tempo di leggere:

    The March of Unreason di Dick Taverne e Why People Believe Weird Things di Miachel Shermer.

    Recentemente me ne hanno consigliato un’altro On Rumors di Cass Sunstein.

  7. Libertarian ha detto:

    L’ultimo è sulle scuregge in luoghi pubblici.

  8. Wellington ha detto:

    No. Quello si intitola On Odors.

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