Se ricreano l'Inquisizione io sono il primo…

Guardo con preoccupazione la battaglia culturale del Papa contro l’ateismo (e l’agnosticismo) e a favore di un aumento della religiosità, prima di tutto perché una tale battaglia è tesa ad aumentare il potere della Chiesa, e il potere per me è sempre pericoloso; poi perché gli argomenti che ho sentito sono tutti estremamente deboli, e ritengo invece che la razionalità e la ragionevolezza siano beni pubblici* la cui produzione in politica è sempre insufficiente; infine, perché non capisco bene quale sia il track record della Chiesa per vantarsi della propria moralità, considerando che fino a 150 anni fa tenevano in inferiorità giuridica ebrei e valdesi, e fino a poco prima bruciavano le persone che non concordavano con le loro idee.

Ne parlo su Giornalettismo.

* Bene pubblico: bene la cui produzione è insufficiente preché beneficia gli altri e non incentiva nessuno a produrlo. La pubblicità di un bene dipende dal contesto istituzionale. Nel campo politico esistono numerosi beni pubblici, quindi "bene pubblico = bene producibile dallo stato" è un’equazione concettualmente errata. Informazione e razionalità in politica ad esempio sono beni pubblici, infatti se io mi informo o sono ragionevole avvantaggio tutta la società, ma a me non me ne viene niente. Il risultato è che gli elettori sono disinformati e irrazionali, e la democrazia normalmente non funziona.

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17 risposte a Se ricreano l'Inquisizione io sono il primo…

  1. broncobilli ha detto:

    Ciao, cerco di difendere in modo parsimonioso la posizione di noi cristiani. Almeno su alcuni punti che sollevi.

    Il Papa dice che gli stermini del XX secolo sono frutto dell’ateismo, ma non riesco proprio a capire cosa avessero di ateo il comunismo e il nazismo, e mi chiedo che cosa poi abbia provocato invece gli stermini, i massacri, i roghi e le torture che hanno caratterizzato la storia del Cristianesimo

    Non si puo’ negare che gli eventi drammatici del novecento avessero qualcosa di peculiare, una specie d’ ingegneria sociale sanguinolenta (Hayek sul punto è esplicito, parla, con gran sollazzo del religioso, di abuso della ragione e di illuminismo avariato in salsa francese). E nemmeno si puo’ negare che i regimi totalitari evitassero un ossequio particolare alle tradizioni religiose dei paesi dove si formavano. Semmai il contrario, alcuni si dichiaravano atei. Accolgo quindi l’ opinione di chi non vede simmetria con il passato, l’ Inquisizione addirittura “inventò” il processo, gl’ incartamenti del caso Galileo sono stupefacienti e i diritti di difesa assicurati modernissimi. Le stragi nel nuovo mondo ci furono, per opera di laici supportati dalla Chiesa, ma proprio da quelle e dalla sensibilità Cattolica nacque cio’ che oggi chiamiamo diritto internazionale

    una tale battaglia tesa ad aumentare il potere della Chiesa

    Meglio una pluralità di poteri che il monopolio. L’ ho imparato studiando la concorrenza (che vale anche per le istituzioni). In genere difendo il Potere più debole nell’ arena. Ovvero, mi chiedo: quale potere interferisce di più sulla mia vita? La risposta mi serve per sostenere l’ altro, e questo prima ancora di guardare ai contenuti.

    razionalità e la ragionevolezza

    Ci si puo’ avvicinare alla Religione stando ben piantati sulla via della razionalità. Tommaso, Cartesio, Leibnitz sono guide sicure.

    Il Papa dice che per avere una morale serve una religione

    In teoria concordo: un pensiero con solidi fondamenti è più affidabile, e il fondamento religioso è una roccia inamovibile (ascoltare le cantate di bach).

    In pratica però neanch’ io riscontro questa necessità. Conosco una moltitudine di non credenti che sono anche bravissime persone. Anzi, se devo fare una media…

    Me la cavo ipotizzando che i credenti privati della loro religione sarebbero sarebbero individui mediamente più sensibili alla seduzione del male. e allora, meno male che la Religione esiste.

    E poi, dai, qual è il nostro modello? Gli USA? Direi di sì. Per me non è un caso che sia il paese occidentale più religioso al mondo. Nel vuoto lasciato dalla religione prima o poi ci s’ infila il… Governo.

  2. Libertarian ha detto:

    "In teoria concordo: un pensiero con solidi fondamenti è più affidabile, e il fondamento religioso è una roccia inamovibile (ascoltare le cantate di bach)."

    Epistemologia musicale? 🙂

    "Me la cavo ipotizzando che i credenti privati della loro religione sarebbero sarebbero individui mediamente più sensibili alla seduzione del male."

    Questo è un decimo di quello che dice Ratzi, e anche se non concordo almeno non è offensivo.

    "Meglio una pluralità di poteri che il monopolio."

    Ovvio, meglio l’aristocrazia, il federalismo, le chiese, i sindacati, le gilde che il nulla sociale su cui comanda lo stato centrale. Ma quando chiedono privilegi, come sindacati, corporazioni e chiesa, non è che il liberale deve chiudere gli occhi ripetendosi "il nemico vero è lo stato".

    Senza contare che non c’è un solo tema politico dove la posizione della Chiesa sia liberale più di quella dei partiti che governano.

    Sull’ateismo dei totalitarismi, in realtà si possono dire due cose:

    1. che erano anti-"qualsiasi cosa non fossero loro", per esigenze di concentrazione di potere. Realpolitik vuole che qualsiasi strumento è buono per avere più potere e tutti i centri di potere sono in competizione l’uno con l’altro e quindi nemici naturali. In quest’ottica erano atei.

    2. che erano religiosi sul piano psicologico, se non nel piano dell’immaginario. l’unica differenza tra la religione e il comunismo è che i secondi, come i teologi della liberazione, vogliono il paradiso in terra. Ovviamente preferisco coloro che lo vogliono in cielo, fanno meno danni. su questo piano il totalitarmo è una religione alternativa, non una non-religione.

  3. Wellington ha detto:

    Personalmente io non sono mai riuscito a vedere questa mitologica differenza tra i massacri moderni e pre-moderni. Inoltre mi pare che ordinare o essere complice di massacri e poi dire "ma non siamo stati noi direttamente" sia troppo comodo. Anche il massacro di Cesena del 1377 fu materialmente portato a termine da una compagnia di ventura, ma fu ordinato da un Cardinale che dopo pochi anni sarebbe diventato Papa. Pare perfino che i comandanti mercenari abbiano tentato di dissuaderlo. E parlando di sanguinolenta ingegneria sociale, quel massacro va visto nell’ottica più vasta della lotta del Papato per assumere potere temporale in Italia. All’epoca Cesena aveva fama di essere una città eretica e il cardinale prese a pretesto un incidente minore per ordinare una vera e propria pulizia etnica. Se lo sradicare eresie non è una forma di ingegneria sociale cos’è? Non bisogna confondere le differenze storiche con le differenze qualitative.

    In ogni caso si tratta di di un falso problema perché il discorso non è in che misura la Chiesa abbia commesso o commissionato massacri, bensì se in epoche di forte sentimento religioso non si massacri e in epoche poco religiose invece si. E’ storicamente evidente che si massacra in entrambe. Inoltre, come dice anche LF nell’articolo, è discutibile che il XX° Secolo non sia stato un’epoca religiosa.

    Il Papa può puntare il dito contro il XX° Secolo finché vuole, anch’io lo faccio sempre, ma questo non cancellerà i secoli precedenti.

  4. broncobilli ha detto:

    Un’ ultima cosa, se mi è consentita.

    Il discorso storico è talmente complesso che nei blog non rende mai, lo lascio cadere. Certi comportamenti sopportano solo il giudizio prospettico, diversamente per loro non c’ è scampo. Ammettere le radici cristiane dell’ Occidente (anche la parte migliore dell’ antichità c’ è arrivata metabolizzata nella scolastica) è per me una specie di riconoscimento del ruolo della Chiesa.

    è discutibile che il XX° Secolo non sia stato un’epoca religiosa

    Nel giudicare ateo il totalitarismo del XX secolo aderisco ad Hayek. Per lui, e per me, la Religione che dobbiamo giudicare è essenzialmente Tradizione (radici). Il non religioso per eccellenza è colui che dice “spazzo via tutto il passato (l’ ordine spontaneo che si è prodotto nei secoli), ragiono solo con la mia testa e ricomincio da qui e da oggi facendo tabula rasa dei valori ereditati”. E’ l’ atteggiamento di Voltaire, dell’ illuminismo francese (non certo di quello scozzese) e dei giacobini. Purtroppo è anche l’ atteggiamento dei dittatori novecentesci ancorati solo al loro Progetto Ingegneristico redatto a tavolino nell’ isolamento delle loro stanzette. Nota che in questa accezione, anche il fondatore ex novo di religioni è un ateo. ciao.

  5. Wellington ha detto:

    Non ho presente Hayek ma onestamente ridurre la religione alla tradizione mi pare irrealistico e inadatto. La tradizione religiosa è solo uno dei tanti aspetti della religione, poi ci sono la metafisica, la teologia eccetera.

    La tradizione non è fatta solo di religione e la religione non è l’unica cosa ad influenzare una civiltà e pertanto una tradizione culturale complessa, inoltre la religione subisce le influenze della tradizione intesa in senso più generale essa stessa.

    Quello di cui tu parli (spazzo via tutto il passato) è il nichilismo, che noi conosciamo nella sua forma moderna ma che non è esclusivamente moderno, e comunque le religioni non sono affatto immuni da esso. Di fatto, come spiega André Glucksmann, il nichilismo di solito comincia quando ci si dipinge il mondo attuale come un posto terribile in cui l’uomo è impedito a vivere come davvero dovrebbe, il passo successivo è di solito quello di inventarsi ricamando un passato dorato che deve ritornare, ma per far questo il covo di vipere attuale deve scomparire, e così via. La maggior parte delle religioni attuali ha la tendenza a parlare del mondo odierno come di un luogo terribile perché non più (abbastanza) religioso e a cantare le lodi di un passato migliore (perché religioso).

    Personalmente mi suscita molte meno preoccupazioni il credente "metafisico" che quello" tradizionale". Se riduciamo la religione a tradizione infatti allora chi è Dio? Dio è la tradizione venutasi a creare in suo nome. A spiegarci cosa vuole Dio c’è il guardiano/interprete della tradizione, e cioè il sacerdote, che agisce da supplente per la voce di Dio, e ci spiega che la tradizone, e cioè Dio, non deve essere messa in discussione pena il nichilismo, e su questo è suo compito vigilare. Questo in pratica trasforma il guardiano in Dio, o quantomeno nel suo incontestabile strumento.

  6. broncobilli ha detto:

    Quello di cui tu parli (spazzo via tutto il passato) è il nichilismo

    In realtà, quando “spazzo via tutto il passato”, restano “la mia testa e il mio tavolino”, resta la mera razionalità strumentale del pianificatore asettico. Hayek lo temeva considerando costui un abusivo della “ragione”. Motivo? solo il “mercato” è strumento idoneo a veicolare una base informativa all’ altezza. La tradizione consolidata è l’ equilibrio raggiunto da un “mercato” della storia, bisognerebbe averne rispetto, non è necessario essere “conservatori”, e partire da lì.

    Certo, la Religione è molte cose. Considera però che spesso nel mondo cattolico dibattendo di questi temi impieghiamo l’ espressione “ateismo” e “religioni fai da te” come sinonimiche per riferirci alla medesima minaccia. Cio’ ti fa capire a cosa si punti: a fare della religione consolidata (in occidente il cristianesimo), la radice riconosciuta della nostra tradizione, ovvero il punto di partenza sia per i credenti che per i non credenti. Pensare di procedere in contrapposizione e armati della sola ragione strumentale, costituisce, per dirla con Hayek, un abuso ingenuo quanto drammatico. Grazie comunque dello scambio proficuo e a presto.

  7. Libertarian ha detto:

    La tradizione è qualcosa di slegato dalla religione. Un tizio può apprezzare l’istituto del contratto senza doversi battezzare. Infatti Hayek era agnostico, come tutti gli austriaci.

    Come detto prima se per religione è da intendersi la religione tradizionale il nazismo tendeva ad essere antireligioso; è l’aspetto fideistico della mentalità religiosa che rende il XX secolo religioso, anche se si tratta di un dio bastardo che esiste solo nella storia e si realizza tramite lo stato, socialista o nazionalsocialista che sia.

    Per questo motivo come cura del totalitarismo normalmente i pensatori si dividono in due categorie: quelli che vogliono eliminare le ultime vestigia della religione, e cioè il fideismo acritico, passando ad un mondo di persone che non hanno bisogno di mitologie per vivere le loro vite (Glucksmann è l’esempio più puro, ma bene o male è un pensiero che sarà venuto in mente a numerosi agnostici), e quelli che vogliono invece ritornare alla religione precedente (come Roepke o Voegelin) perché almeno era trascendente e non faceva casino nella storia.

    La prima soluzione si scontra con la psicologia umana: la maggior parte delle persone è incapace di ragionare in maniera non fideistica e deve illudersi che tutti gli eventi abbiano senso e tutti i problemi abbiano una soluzione, anche a costo di convincersi di cose indimostrabili o di credre in cose invisibili.

    La seconda soluzione dimentica che la religione è sempre stata uno strumento di potere e in questo è potenzialmente tanto pericolosa e tanto sanguinaria quanto i totalitarismi, e soprattutto è, soprattutto nel caso cattolico, già pronta sotto forma di sistema gerarchico e autoritario ben oliato, cosa che lo rende particolarmente adatto a diventare un sostituto dello stato.

    Io penso che per una esigua minoranza di persone che psicologicamente sono come me, Glucksmann, Wellington o Hoffer la prima strada è percorribile, ma forse non lo è per tutti: la fede ha un ruolo psicologico fondamentale.

    D’altra parte, senza liberali che si turano il naso quando vedono centri di potere, e senza la totale laicità degli strumenti di costrizione, la seconda strada non risolve il problema perché anche se è vero che Dio è trascendente, i suoi sedicenti rappresentanti (al più uno di loro sarà un rappresentante vero: ci sono troppe religioni) sono immanenti e quindi storici.

  8. ilbuffone ha detto:

    ciao visto che commentare su giornalettismo è diventato complicato come aprire un’impresa in italia ti rispondo qui.
    sul post dici all’inizio che non vedi particolari legami tra ateismo e marxismo e comunismo, erri.
    per lo meno per quanto riguarda il comunismo, l’ateismo è un presupposto, le religioni sono sovrastrutture consolatorie per perpetuare il sistema produttivo vigente.
    Con l’avvento del socialismo la religione si sarebbe rivelata inutile e si sarebbe abbandonata, perchè si sarebbe posto fine allo sfruttamento per mano dei nobili e prima e dei borghesi poi mediante l’espropriazione del plusvalore eccetera.

    allo stesso tempo dal  punto di vista principalmente del materialismo storico, le religioni per il ruolo succitato, sono un nemico, in quanto impediscono alla classe operaia di prendere coscienza e trasformarsi da classe in se a classe per se, tiè beccate sta botta de cultura.

    quindi serve una società laica per eradicare la religione nemico del popolo onde poi fomentare le masse contro il capitale e la borghesia.

    non è quindi un caso se lenin stalin pol pot mao e altra bella gente tipo cossutta sia atea, e non credo sia un caso se tutti i presidenti onorari della uaar sono atei

  9. Wellington ha detto:

    Respingere una tradizione religiosa contraria ai propri progetti politici per sostituirla con una fede ideologica vissuta religiosamente e definirsi "atei" è un escamotage.

    In quanto poi alla mancanza di credenze sovrannaturali tra i comunisti consiglio la lettura di Comunismo Magico di Francesco Dimitri (Castelvecchi).

  10. ilbuffone ha detto:

    anche ammazzare la gente e definirsi cristiani è una contraddizione che centra.
    Gli atei a sto punto non esistono.

  11. Wellington ha detto:

    Vabbé, se intendiamo ateo in senso letterale, come persona che non crede in un’entità superiore allora si, Ma se, come credo intendesse LF, intendiamo ateo nel senso di persona non pervasa da una fede incrollabile di tipo mistico, allora c’è molto poco di ateo nei "grandi racconti" del XX° Secolo. E come ho detto, anche per quanto riguarda il misticismo, il paranormale, l’esistenza di forze invisibili, i comunisti non sono secondi a nessuno.

  12. ilbuffone ha detto:

    vabbè ma a fare interpretazioni iperestensive finisce che l’ateo vero è un solipsista.

  13. Libertarian ha detto:

    1. "sul post dici all’inizio che non vedi particolari legami tra ateismo e marxismo e comunismo, erri"

    Bisogna distinguere il lato competitivo dal lato psicologico quando si parla di movimenti di massa. Per problemi competitivi tutti i movimenti di massa sono nemici l’uno dell’altro e quindi è normale che il comunista sarà antifascista e anticristiano. Per problemi di mentalità invece nazisti e comunisti sono spesso indistinguibili, e c’è un elemento religioso, la fede cieca e fanatica, che unisce entrambi alle forme di fanatismo più fanatiche, come appunto le guerre di religione. Dire che gli stermini richiedono l’ateismo è falso perché gli stermini richiedono fanatismo, e il fanatismo può anche nascere all’interno delle religioni tradizionali, come del resto la storia insegna ampiamente.

    2. "anche ammazzare la gente e definirsi cristiani è una contraddizione che centra"

    Beh, così eliminiamo dall’alveo della cristianità gran parte della storia della Chiesa, però. Toglieremmo un numero notevole di santi e papi, ad esempio, di beati e ordini monastici, eccetera. E’ proprio quello che fanno i comunisti dicendo che l’URSS non era comunista e che il vero comunismo è migliore ma non è stato realizzato, con la differenza che ovviamente mentre il fanatismo è la norma nel comunismo nella religione rappresenta solo una possibile evoluzione, più o meno probabile a seconda delle epoche.

    3. "Gli atei a sto punto non esistono"

    Definirei a-religioso una persona che non ha fede, cioè che non ritiene incontestabile alcun assunto, ma considera problematica ogni sua credenza, morale o fattuale, in quanto incompleta, fallibile e infondata. Un a-religioso non si occupa del sesso degli angeli perché non vede come ciò possa influenzare le sue scelte morali, ma riflette sulle sue scelte morali perché sa che sono importanti per la propria e altrui vita, e sa ad esempio che potrebbe sbagliare in ogni momento e causare problemi anche con le migliori intenzioni. Questa mentalità non contiene elementi di religiosità.

  14. ilbuffone ha detto:

    "Per problemi competitivi tutti i movimenti di massa sono nemici l’uno dell’altro e quindi è normale che il comunista sarà antifascista e anticristiano."

    il materialismo dialettico fa parte già degli scritti di marx ed engels, prima ancora che il comunismo venisse contrastato dalla chiesa, quello che dici si può applicare al massimo al materialismo storico.

    "Beh, così eliminiamo dall’alveo della cristianità gran parte della storia della Chiesa, però"

    il fatto che ci siano criminali cristiani, sebbene il discorso della montagna vosse in palese contraddizione con determinati atteggiamenti, è il parallelo ai comunisti superstiziosi e religiosi.
    così come ci sono cristiani assassini ci sono comunisti incoerenti, questo non toglie che il comunismo, quello originale di di marx ed engels, non quello della teologia della liberazione, implica l’ateismo.

    "Questa mentalità non contiene elementi di religiosità."
    presupponi l’esistenza della realtà, degli altri  l’importanza delle scelte morali per la vita propria e altrui e la possibilità di fallimento.
    hai detto niente…

  15. Libertarian ha detto:

    Assumo, non credo. C’è differenza: se domani scoprissi che vivo dentro Matrix, i miei assunti sulla realtà cambierebbero; se avessi fede, cercherei di negare l’evidenza.

    Nel tuo ragionamento assumi che tutto sia religioso perché nulla è fondato, non essendo neanche possibile dimostrare l’esistenza della realtà.

    Il mio è però diverso dal problema della fondatezza della conoscenza umana: presupponendo che una soluzione non sia stata trovata e che quindi tutti è congetturale, c’è differenza tra l’ammettere la congetturalità dei propri assunti e invece assumerli come dogma.

  16. ilbuffone ha detto:

    "Assumo, non credo. C’è differenza: se domani scoprissi che vivo dentro Matrix, i miei assunti sulla realtà cambierebbero; se avessi fede, cercherei di negare l’evidenza."

    non è che si capisce bene la differenza, gli apostati prima di convertirsi congetturavano solamente o credevano? e dopo la conversione congetturano o credono?

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