Consumo di capitale

L’output finale di un’economia si divide in consumi, investimenti netti e investimenti per il deprezzamento. Eventuali passaggi intermedi sono eliminati per evitare double counting.

Supponiamo di avere un’economia che produce solo grano, usando 1 unità di pianta di frumento particolare che ci mette 20 anni per crescere e produce 10 unità di grano per lavoratore addetto (la produzione finale è pari alla media del numero di addetti nei 20 anni). L’economia ha 1000 lavoratori.

Nello stato stazionario ci sono 50 lavoratori per stadio, e quindi il PIL è di 500 unità di grano, essendoci 50 addetti per ogni campo. Ogni anno occorre investire 50 e si possono consumare 450 unità di grano. Ogni batch di raccolto avrà accumulato 1, 2, …, 20 anni di cure da parte di 50 addetti in media.

Supponiamo ora che tutti i lavoratori dal 1° al 10° anno (contando dalla semina) vengano spostati verso la produzione degli anni successivi e che si fermi la semina. Ora ci saranno 100 addetti per stadio, negli ultimi 10 stadi.

In quell’anno si producono 500 unità di grano, ma se ne possono consumare 500. Questo non cambia il PIL perché io prima si investiva 50 e ora si consumano quei 50.

Nell’anno successivo si avrà però un raccolto che l’anno prima aveva 19 anni di cure con 50 addetti e ora ha 1 anno con 100 addetti, quindi si produrranno 525 unità di grano. In questo caso la produzione è aumentata perché la manutenzione del capitale è andata a farsi benedire.

La crisi arriverà il decimo anno, quando l’ultimo raccolto, che aveva 10 anni a 50 addetti e avrà 10 anni a 100 addetti (pil = 750) sarà consumato il PIL successivo sarà 0 esatto.

PIL da consumo di capitale:

500 525 550 575 600 625 650 675 700 725 750 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0…

La mia tecnologia è strana: è lineare e la produzione segue la media degli addetti. Non è detto che sia ottimale il modo in cui ho organizzato l’economia, visto che non ho risolto alcuna massimizzazione dinamica. Non si tiene conto del fatto ceh le produzioni brevi sono sicuramente meno produttive di quelle lunghe e quindi la tecnologia deve scalare con l’accorciamento produttivo. L’esempio è estremo dal punto di vista della riallocazione.

In ogni caso, dato che il capitale fisso può richiedere di essere rinnovato dopo anni e anni, è potenzialmente possibile aumentare l’output di un’economia andando oltre il livello sostenibile. Il problema è meno grave nelle economie reali perché i processi di produzione brevi sono meno produttivi, perché lo spostamento di lavoratori verso gli stadi vicini al consumo avviene solo parzialmente, e perché tutto sommato beni capitali che durano 20 anni e soprattutto processi di produzione lunghi 20 anni possno non essere tanto frequenti. Ciononostante, una decade di output che cresce un 1-2% di troppo ogni anno mi sembra realistico.

Questo secondo Mises è "consumo di capitale".

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