Comovimenti

Nel post precedente facevo notare come un mio lungo ragionamento non fosse sufficientemente lungo. Infatti supponevo che l’economia possa essere costretta ad una dinamica di non-equilibrio non sostenibile e mostrare crescita dell’output maggiore di quella potenziale per periodi di tempo di diversi anni, possibilmente due decenni. Poi supponevo che la politica monetaria avesse qualcosa a che fare con questo problema. Oggi parlerò della prima cosa.

Che una dinamica di crescita superiore al sostenibile che duri anni e anni non possa accadere in un modello di crescita di equilibrio generale alla Solow è evidente: il capitale una grandezza omogenea che si accumula risparmiando e decumula ad un certo ritmo, e quindi la produzione è un problema banale.

Affinché la storia austriaca del ciclo economico possa avere senso è necessario che:

1. L’economia possa stare nel breve-medio termine al di fuori dell’equilibrio;
2. Consumi e investimenti possano crescere assieme nel breve-medio termine.

Il punto (2) si chiama "problema del comovimento", ed è una critica alla teoria austriaca che si basa sull’idea che un boom, essendo nato dal furto di potere d’acquisto a favore dei produttori e a danno dei consumatori per via dell’iniezione creditizia, debba corrispondere ad una diminuzione del consumo, cosa così lontana dalla realtà da poter confutare una tale interpretazione della teoria.

Ci sono vari motivi per cui si può avere, nel breve-medio termine, questo fenomeno, e alcuni sono tipicamente austriaci e altri no.

A. Produzione inefficientemente bassa
B. Crescita economica sostenibile
C. Crescita economica finanziata da assunzione maggiore ma efficiente di rischio
E. Crescita economica finanziata da consumo di capitale
E. Crescita economica finanziata da espansione non sostenibile della struttura del capitale
F. Crescita economica finananziata da accumulazione non sostenibile di debito
G. Crescita economica finanziata da assunzione inefficientemente maggiore di rischio

(A) è la tipica posizione keynesiana: la capacità produttiva inutilizzata è uno spreco di risorse ed è possibile aumentare la produzione a costo zero stimolando la domanda aggregata. In questo caso il comovimento si ha perché consumi e investimenti (la cui somma è pari alla produzione) erano inefficientemente bassi e possono crescere contemporaneamente senza pestarsi i piedi a vicenda.

(B) è la tipica posizione neoclassica: la struttura economica è sostenibile altrimenti non varrebbero le aspettative razionali. Se consumi e investimenti salgono assieme è perché la frontiera delle possibilità produttive si espande. Il comovimento nasce dalla crescita economica.

(C) è un fenomeno ipotizzato da Tyler Cowen in "Risk and business cycles", in cui si possono scegliere rendimenti bassi e sicuri oppure alti e rischiosi e la scelta dei due non implica alcuna inefficienza. La politica monetaria influenza la scelta, spostando gli investimenti verso rischi maggiori, ma con benefici in termini di crescita. Tutto sommato questa posizione è pienamente neoclassica.

(D) è una tipica posizione austriaca: è possibile trascurare di finanziare il mantenimento di beni capitali durevoli per diversi anni, e spostare risorse verso la produzione maggiore di beni di consumo nel breve-medio termine, di fatto espandendo la frontiera delle possibilità produttive in maniera non sostenibile, finché i beni capitali durevoli trascurati non fungeranno da collo di bottiglia per la produzione.

(E) è una tipica posizione austriaca: è possibile che durante il boom si raggiunga un livello di investimento tale da non essere sostenibile perché richiederà in futuro un livello di risparmi superiore a quello che sarà veramente disponibile. Inizialmente questi investimenti possono creare boom, facendo iniziare nuovi piani produttivi, introducendo nuove tecnologie, impiegando beni capitali submarginali.

(F) è un’estensione della posizione austriaca: è possibile ovviamente crescere se si hanno a disposizione risparmi, ma questa crescita potrebbe essere sostenibile in quanto basata su risparmi reali. Ma cosa succede se la struttura creditizia sottostante è intrinsecamente insostenibile per motivi finanziari? Questo è quello che è successo agli USA quando hanno cominciato a chiedere prestiti a tutto il resto del mondo.

(G) è un’estensione della posizione austriaca: la politica monetaria può influenzare l’assunzione di rischio assicurando gli investitori dalle conseguenze dei propri errori, e quindi può creare un percorso di crescita dell’economia che è inefficientemente instabile, ma che può inizialmente portare ad una crescita superiore al ritmo sostenibile aumentando l’assunzione di rischio in ogni sua forma.

Non sono sicuro che (D) e (E) non siano praticamente equivalenti, mentre è abbastanza evidente che (F) è un caso particolare di (G). I punti (D-G) mostrano come, se la teoria austriaca ha problemi, questi non sembrano derivare dalla teoria del capitale, che è in grado di giustificare gran parte degli "stylized facts" dei cicli economici.

(D-E) possono giustificare un comovimento inefficiente tra consumo e investimento soltanto nel breve-medio termine: nel lungo termine i colli di bottiglia stringono. (F-G) invece possono allungare un boom un altro po’, a patto di creare speculazione finanziaria insostenibile. Vi ricorda qualcosa? Negli anni ’90 l’economia cresceva realmente, poi è cresciuta, nel XXI secolo, in maniera puramente speculativa. Idem per gli anni ’20, in cui ci fu crescita fino al ’27 e speculazione fino al ’29 (se la Fed avesse continuato, la cosa sarebbe durata per ancora qualche anno).

E’ indubbio, inoltre, che un boom lungo debba necessariamente avere una base reale (neoclassica), e cioè basarsi su (B). Infatti (D-G) smettono di operare quando si formano colli di bottiglia, o appena un evento negativo colpisce la struttura finanziaria. Il punto è che (B) può coesistere con (D-G), nascondendone i sintomi e prolungando il boom insostenibile. Ma questa è un’altra storia.

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