Manteneteli poveri

Nelle campagne attono a Roma da dove provenivano i miei nonni diceva, generazioni or sono, che il motto della Chiesa fosse "Manteneteli poveri". Non so quanto la storia sia vera o apocrifa, visto che in quelle avrebbe potuto essere una esortazione all’elemosina ("Mantenete LI poveri", in cui "li" è articolo), ma il motto è alla base della politica.

Un politico, per avere potere, deve aver qualcosa da dare o qualcosa da togliere. L’ideale è togliere di nascosto e dare alla luce del giorno, in modo da potersi creare una clientela senza neanche il bisogno di produrre qualcosa di buono. E beneficiare interessi organizzati a danno di interessi diffusi è ovviamente una delle regole di base della politica, insieme a "meglio un uovo prima delle elezioni che dieci uova dopo".

Diversi anni fa, ad Otto e Mezzo, Ferrara e Minniti parlarono della ‘NDragheta, che rubava le auto, contattava il derubato, e si offriva di restituire il mal tolto, creando una relazione con la vittima: se hai un problema, noi siamo la soluzione. Il commento di Ferrara e Minniti fu agghiacciante ma illuminante: la ‘Ndrangheta fa come lo Stato.

Farò due esempi. Una persona è economicamente autonoma se ha un lavoro e opportunità di trovarne altri, e se ha risparmi e opportunità di conservarli e accrescerli. I mercati finanziari e il mercato del lavoro sono fonti di autonomia sociale (si badi, non di libertà, che è una cosa concettualmente diversa).

Oggi lo Stato impedisce il funzionamento del mercato del lavoro tramite i sindacati e lo Statuto dei Lavoratori, ma fornisce una ciambella di salvataggio tramite le assunzioni in una Pubblica Amministrazione ipertrofica, nullafacente e inefficiente. Che cosa cambia? A parte la straordinaria inefficienza della politica in questione, a parte i costi in termini di debito pubblico e quindi di crescita economica, e a parte il danno in termini di dignità della persona potenzialmente autonoma, cambia che il politico, controllando l’elemosina di Stato, acquisisce potere su colui che beneficia della sua "larghezza" (si fa per dire).

Per quanto riguarda i mercati finanziari, se una persona prova a investire nelle obbligazioni, viene fregata dalla politica monetaria che fa tendere i rendimenti a zero. In compenso, per fortuna, può sempre rifugiarsi nelle azioni, che però possono raddoppiare o dimezzarsi in pochissimo tempo a seconda del ciclo economico e dello stato della politica monetaria. Che può fare? Accumulare risparmi in modo sicuro è reso impossibile dalla politica monetaria, che rende gli investimenti sicuri a interessi reali negativi, e rende più insicuri gli investimenti speculativi. Il risultato è che una propria autonomia finanziaria è resa molto difficoltosa dallo Stato.

Strano? No. Lo Stato rovinò i risparmiatori con le inflazioni belliche e li salvò dopo con i sistemi pensionistici pubblici. Individui autonomi sono stati resi clientes della politica e dipendenti da essa.

Il potere necessita del controllo, e il controllo necessita la rimozione delle opportunità alternative.

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