Ruere in servitium

E’ tempo di scrivere qualcosa di nuovo sul blog. 🙂

Tempo fa scrissi che una delle tecniche che la politica impiega per aumentare il controllo sulla società sia quello di privare milioni di cittadini della possibilità di scelta per poi proporsi come "soluzione". Ad esempio, se si impedisce il funzionamento del mercato del lavoro e si creano disoccupati, poi è possibile proporre assegni di disoccupazione e assunzioni nella Pubblica Amministrazione come "politica sociale".

In termini strettamente economici, si impedisce l’impiego produttivo di determinate risorse per poter avere un maggiore controllo su di esse, il che è l’equivalente di un’eventuale azienda che usa dei picchiatori per impedire ai propri fornitori di vendere ad altre aziende, in modo da crearsi una condizione di monopsonio e ottenere prezzi più bassi.

In termini più sociologici, abbiamo una risorsa potenzialmente utile per tutta la società, un individuo tecnicamente capace di essere autonomo, produttivo e autosufficiente, e lo si rende un peso per la società, improduttivo e costoso, in modo tale da assumere un maggiore controllo delle risorse, giustificando le politiche contro la disoccupazione come politiche sociali.

In realtà, l’unica politica contro la disoccupazione che funziona senza danneggiare l’economia e senza creare dipendenza economica di milioni di persone dalle prebende della classe politica è la liberalizzazione del mercato.

Mi sono però reso conto che la cosa è abbastanza universale. Ogni politica che fa funzionare il mercato peggio è automaticamente anche una politica che permette all’elite di potere di proporsi come soluzione e controllare una quota maggiore delle ricchezze prodotte dal mercato, acquisendo un potere maggiore.

Di esempi ce ne sono a bizzeffe: all’epoca credo scrissi della disoccupazione e dei sistemi pensionistici, resi necessari dall’inflazione che distrugge risparmi e impedisce l’accumulazione privata della ricchezza, tranne per chi può permettersi i rischi dell’azionario, e cioè chi è molto ricco.

Però che dire di tutto il sistema bancario finanziario? L’efficienza allocativa e la stabilità economica sono rese praticamente impossibili dalla rete di protezione pubblica, dalle politiche anticicliche e dalle regolamentazioni, quindi il beneficio marginale del mercato si riduce, e, anzi, a volte diventa addirittura negativo (si pensi a quanto mercati distorti di questo tipo contribuiscano al ciclo economico e quanto poco alla crescita: negli ultimi 10 anni gli USA hanno prodotto solo inutili immobili, praticamente).

Problema? Non per i politici: sono stati premiati per la loro idiozia e irresponsabilità con un aumento del loro potere che non si vedeva dai tempi del New Deal. Più falliscono più hanno successo: mors nostra vita loro (bel latino, non c’è che dire).

Che dire del sistema sanitario? Non che abbia capito bene come funziona quello americano, ma pare che Obama, con qualche magheggio politico sia riuscito a non fare nulla per affrontare i problemi di sostenibilità strutturale. Quel che è certo (sono ben lungi dall’aver capito di cosa parli la riforma), è che la situazione precedente era regolamentativamente terribile: restrizioni alla concorrenza tra assicurazioni, detassazione selettiva (le assicurazioni date dal datore di lavoro costavano il 30% in meno delle altre perché detassate), leggi che impediscono di comprare i medicinali a sconto, restrizioni all’accesso della professione medica e infermieristica, eccessivi costi dovuti ai litigi in tribunali. Volendo, probabilmente, si sarebbe potuto tagliare i costi del 20-30% ad occhi chiusi, ovviamente andando contro interessi organizzati molto forti. Si è preferito evitare di toccare questi problemi, pare, e di aumentare il controllo pubblico sulle risorse, regalando alle grandi aziende private un po’ di soldi del contribuente (ripeto: pare, ma non mi stupirebbe).

Poi esiste il terzo meccanismo di concorrenza sleale (insieme a "togliere le alternative ai cittadini", "impedire alle aziende di fare concorrenza regolamentandole o deresponsabilizzandole"), che è "fornire una merce a costo zero, in modo che nessuno possa produrla, senza il potere di derubare il contribuente").

Questa è concorrenza sleale: lo stato si sostituisce al concorrente (il mercato) impedendogli di funzionare correttamente. Anch’io vinco contro Bolt ai 100m, se gli lego i lacci delle scarpe. Il risultato è che il controllo sociale della politica si estende, a tutto beneficio dell’elite di potere…

La società umana è strutturata in modo da sottomettere la gran massa della popolazione ad una ristretta elite, e non ci sono modi per salvarsi da ciò. Ciò che prima si chiamava schiavitù e poi servitù delle gleba, ora si chiama democrazia, ma è sempre un’evoluzione del diritto di scegliere della propria vita verso qualcun altro.

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