Great games

I miei sforzi di provare con controesempi che la teoria libertaria della guerra – se così si può definire un insieme di posizioni normative costruite per evitare a tutti i costi di porsi questioni di carattere positivo riguardo la fattibilità dell’intero sistema proposto – sia infondata, ha portato ad una storia di fantapolitica, però abbastanza realistica. La storia, ovviamente stilizzata, è divisa in mosse come gli scacchi.

  1.  Un sincero seguace di Rothbard diventa presidente degli USA. Il giorno dopo l’insediamento ritira tutti i soldati USA in missione da tutto il mondo, e promette che non li invierà da nessuna parte a meno di non essere direttamente attaccato (ovviamente, ordinerà anche il disarmo nucleare unilaterale, e vieterà l’uso di bombe e missili perché c’è sempre il rischio che colpiscano civili innocenti, in modo che il 100% dell’esercito americano sarà composto di cecchini con armi di precisione: queste complicazioni possiamo trascurarle).
  2. E’ probabile che guerre civili e rivoluzioni in Medio Oriente scoppierebbero quasi istantaneamente, di fatto rendendo l’approviggionamento del petrolio incredibilmente costoso: siccome ciò non è necessariamente un male (sono solo dittature, no? Come direbbero i neocon), possiamo alla fase tre.
  3. Apertosi un vuoto di potere in Medio Oriente, la Russia, la Cina e l’India (l’UE no perché è già ora geopoliticamente rothbardiana, grazie allo scudo militare americano) entrano in gioco per spartirsi il petrolio. Trovandosi di fronte a stati deboli, in conflitto interno, incapaci di controllare la situazione e spesso in mano a gruppi terroristici, la cosa è facile. La cosa difficile è trovare un equilibrio di potere tra i tre nuovi big players. Assumerò, per semplicità, che la Russia controllerà i vari X-stan dell’Asia Centrale che erano parte dell’URSS, e gran parte del Medio Oriente, che è geograficamente vicino. India e Cina dovrebbero accontentarsi degli X-stan meridionali e dell’Iran, ma siccome il petrolio di qualità è più ad Ovest, non c’è dubbio che cercheranno di espandere la loro sfera di influenza verso l’Iraq e la penisola arabica. Supporrò, per semplicità, che il petrolio di tutto il Medio Oriente diventi nel giro di pochi anni un monopolio russo.
  4. L’Unione Europea capisce che per avere energia avrà bisogno di chiedere l’elemosina alla Russia. Siccome è un continente senza palle, è esattamente quello che farà: avremo il gas dalla Russia e il petrolio tramite la Russia. Se il presidente russo deciderà di scontare la benzina del 20-30%, riuscirà a spostare milioni di voti e metterà governi filorussi in quasi tutti i paesi europei. I paesi dell’est entreranno sotto il diretto controllo russo perché nessuno vorrà difenderli, e probabilmente ci sarà una nuova cortina di ferro.
  5. Con l’Unione Europea evirata e il Medio Oriente sotto controllo, gli unici problemi della Russia saranno: il terrorismo islamico, che ovviamente affronterà distuggendo intere città come ha fatto in Cecenia (e come RaiNews24 dice fanno gli americani, anche se senza prove), la Cina, con cui sicuramente avrà bisogno di un accordo geopolitico credibile altrimenti non riuscirebbe a controllare il Medio Oriente, e l’India, che probabilmente non è del tutto trascurabile, ma forse non è neanche troppo rilevante. Sono probabili guerre tra i tre macroblocchi asiatici, quindi, e questo potrebbe essere una speranza per l’autonomia dell’Europa, che dovrebbe ovviamente difendere l’equilibrio di potere per avere più fornitori di petrolio e non uno solo. Suppongo comunque che la situazione evolva, come non è improbabile, con una pace sino-russa in Asia centrale e un’egemonia russa in Medio Oriente.
  6. L’unico aspetto positivo sul lato strategico è che Israele, quando sarà soppiantato da nomadi berberi e trasformato in un deserto, esporterà milioni di bravi soldati e di tecnologie militari verso l’Unione Europea, che quindi – come dopo la caduta di Bisanzio – avrà uno shock positivo. L’alternativa è un’alleanza tra Israele e Russia, da cui non è chiaro cosa debba ottenere la Russia e che quindi ho difficoltà a immaginare. In ogni caso, l’esperienza israeliana sicuramente servirà anche ai russi, e la cosa non è impossibile. In ogni caso, Israele è piccolo e gli effetti geopolitici, qualunque cosa accada, saranno quindi piccoli. Trascuriamo questo fattore.
  7. Gli USA per qualche anno potranno basare la loro economia sul petrolio texano. Tutti i paesi del mondo cercheranno l’egemonia in Sud America e il presidente USA, rothbardiano, non avrà nulla da ridire. Il Brasile è l’unica potenza degna di nota nella regione, e quindi è da immaginarsi il formarsi di una miriade di dittature militari filo-russe o filo-cinesi nel continenete. L’aerea sicura per gli USA sarà ridotta al Nord-america, e tutto il resto del mondo – compresi tutti i traffici commerciali con il Medio Oriente, l’Europa, la Russia e la Cina saranno in mano o alla Russia o alla Cina. L’India ovviamente vorrebbe cercare la protezione americana, come tutto l’Estremo Oriente vicino alla Cina, tutta l’Europa Orientale vicino alla Russia, e probabilmente anche tutta l’Oceania. Ma i rothbardiani sono coerenti e quindi questi potenziali clientes sono da lasciare soli in mano a Pechino e Mosca.
  8. In un mondo di imperi, gli USA isolati saranno economicamente deboli, potrebbero avere problemi seri di accesso alle materie prime, nonostante il Texas o l’Alaska, e lascerebbero i propri alleati naturali, cioè tutti i paesi che hanno qualcosa da temere dallo strapotere di Russia e Cina, alla balia di questi ultimi.

Ovviamente gli americani si beeranno del loro isolazionismo, e tutti gli americani del mondo celebreranno la fine dell’imperialismo americano e la nuova pace mondiale. Just be careful what you wish for. Tutto il ragionamento di cui sopra si basa su un semplice concetto: il fatto che il potere sia un male non significa che l’assenza di potere sia un equilibrio sociale stabile. Ci saranno sempre tentativi di creare gruppi di potere, perché i benefici per chi ci riesce sono enormi: questo farà sì che una geopolitica, inteso come strategia necessaria a fare in modo che i potenziali problemi per la propria sicurezza non diventino troppo pericolosi, sarà sempre tra noi. La lotta del potere sarà pure inefficiente, ma è individualmente razionale, come ogni tragedy of the commons, e questo vale in politica interna come nella politica internazionale. Come in tutte le tragedy of the commons, esistono strategie non-imperialiste, ma non esistono strategie anti-imperialiste, perché ogni giocatore controlla la propria strategia, mentre per evitare il paradosso del prigioniero occorre controllare anche le strategie altrui. Questo è quello che vogliono i costruttivisti del governo mondiale, ma si tratta, ovviamente di fregnacce anche più folli di quelle di Rothbard.

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3 risposte a Great games

  1. Wellington ha detto:

    "in modo che il 100% dell'esercito americano sarà composto di cecchini con armi di precisione: queste complicazioni possiamo trascurarle"Vedi, il fatto è che i fucili da sniper utilizzano munizioni molto potenti che possono facilmente attraversare un corpo e andare a colpire un innocente. Perciò casserei anche quest'opzione dalla lista in favore del solo combattimento corpo a corpo. In fondo gli USA sono il paese che ha inventato l'MMA."L'unico aspetto positivo sul lato strategico è che Israele, quando sarà soppiantato da nomadi berberi e trasformato in un deserto, esporterà milioni di bravi soldati e di tecnologie militari verso l'Unione Europea"Hai dimenticato tutti i veterani disoccupati Americani (non possono diventare tutti cecchini) che andranno a costituire la versione globale degli Hell's Angels-cum-Blackwater, se prima non cacciano il Presidente Rothbardiano a calci in culo stabilendo un governo militare di tipo Heinleiano. Nella storia USA i veterani non hanno mai tentato colpi di Stato o dato vita a disordini civili su vasta scala, ma è un dato di fatto che sono sempre stati socialmente molto attivi. Non c'è motivo per ritenere che semplicemente scomparirebbero nel nulla questa volta.Una cosa divertente di tutto questo è che, io che frequento forum di militari USA te lo posso dire, molti di loro sono libertari (con riserva). Mi imbatto in continuazione in commenti tipo: "Ron Paul sarebbe il Presidente perfetto, peccato non capisca un cazzo di politica internazionale."Naturalmente c'è ancora di più da considerare, il ruolo del Canale di Panama per esempio, e cosa succederebbe in Messico. Da cosa succede in Messico dipende largamente se gli USA potrebbero essere un'oasi di isolazionismo oppure no.

  2. Libertarian ha detto:

    Il Messico non si tocca! E' guerra imperialista anche lì! Esporteranno droga e armi e occasionalmente si trasferiranno in California e Texas a fare qualche spedizione punitiva a colpi di mitragliatrici, come già accade.

  3. jcfalkenberg ha detto:

    Hai colto in pieni alcuni dei problemi che ho spesso avuto con la "politica estera"  rothbardiana. Direi hce aveva letto troppi radicali sinistri del XIX secolo. La politica estera è uno dei pochissimi motivi per cui trovo accettabile la posizione minarchica

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