Ancora sulla Palestina

La visione che mi sono fatto del problema è descrivibile in vari punti.

  1. I palestinesi sono ostaggio di Hamas: Hamas non vuole alcuna pace di compromesso e finché sarà dominante non ci sarà quindi alcuna pace. I palestinesi non sembrano volere la pace nel senso che Hamas ha un certo seguito, anche se poi la vittoria elettorale è stata conseguita a colpi di mitra, di indottrinamento e di carità finanziata dal petrolio arabo.
  2. La caduta di Saddam ha indebolito il leverage degli USA nell’area, e ora Siria e Iran sono più forti, e Arabia Saudita e Turchia non hanno più motivi di stare vicini agli USA.
  3. La Turchia ha sfruttato se non incentivato l’incidente per farsi bella nell’area, sfruttando l’antisemitismo imperante, non solo in Medio Oriente, fomentato da decenni di propaganda.
  4. Israele è in stallo e non ha una strategia per arrivare ad una conclusione ragionevole della crisi. Probabilmente una tale strategia non esiste proprio, però nel lungo termine c’è un problema strategico. La pace è quasi sempre la soluzione migliore per tutte le parti in causa, ma non per questo è gratis: di certo non è possibile con chi non la vuole.
  5. Moltissimi paesi islamici, Iran e Arabia Saudita in primis, hanno incentivi a fomentare la crisi e sono attivamente impegnati a renderla insuperabile. L’Arabia Saudita è uno strano, ma non raro, caso di paese che fomenta il fondamentalismo e poi si lamenta di finire nel mirino di Al Qaeda.
  6. L’UE potrebbe far bene ad aprire al commercio con la Palestina, perlomeno se usa la cosa per far leva sugli estremisti. Siccome non lo farà, alla fine si tratta di una cura sintomatica strategicamente irrilevante. Probabilmente è utile che i palestinesi vengano aiutati dall’Unione Europea anziché da Hamas (finanziata dai paesi arabi nemici di Israele, e della pace), e questo aiuto potrebbe essere capitalizzato strategicamente per favorire la pace, ma l’UE è strategicamente imbelle ed è improbabile che ciò accada.
  7. Non si può seriamente chiedere ad Israele di prendersi i missili o i terroristi suicidi senza aprir bocca, e il muro è stato sicuramente efficace nel ridurre i secondi, mentre non sono affatto sicuro che l’embargo sia efficace nel ridurre i primi, ma non ho dati.
  8. Alla fine la cosa più difficile nel finire una guerra è eliminare l’animosità, soprattutto quando è fomentata dall’esterno per perpetuare la crisi. Esistono fondamentalisti israeliani – come chi ha ucciso Rabin – ma non sembrano in grado di controllare lo stato israeliano. I conflitti tra soldati israeliani e coloni sono un buon segno, nel senso che le autorità israeliane volendo sembrano ogni tanto disposte a fermare i propri cittadini se dovessero ostacolare la pace. La cosa è abbastanza sterile oggi che di pace non si può seriamente parlare, almeno nel breve termine, ma sarà necessaria se dovesse aprirsi uno spiraglio. Non sono quindi convintissimo che se si aprisse uno spiraglio Israele ne approfitterebbe, però la situazione è in stallo per altri motivi.
  9. I palestinesi, al contrario, sono sicuramente preda di movimenti estremistici che la pace non la vogliono, e probabilmente questi movimenti hanno un discreto supporto (si parla sempre di Hamas, ma sulla volontà di pace di Fatah c’è di che dubitare, pare). I palestinesi devono cambiare mentalità e obiettivi strategici, e devono liberarsi degli estremisti: questo è l’ostacolo chiave per la pace.
  10. Non ha senso fare pace con chi non è in grado di assicurarla, ammesso che qualcuno la voglia: se la Palestina è uno stato, lo stato palestinese deve essere in grado di garantire l’eliminazione dei pericoli per Israele, se la Palestina è un insieme di organizzazioni non statuali, una parte cospicua di queste deve essere in grado di fermare militarmente chi non vuole la pace. Queste sono condizioni necessarie, non sufficienti.
  11. L’UE non sembra avere un piano strategico, e la sua popolazione ha difficoltà ad immaginare che esistano problemi strategici, cosa che non aiuta a rendere l’UE uno stabilizzatore d’oltremare.
  12. Gli USA hanno perso leverage nell’area, e sono visti come troppo filoisraeliani. Inoltre l’ideologia antiamericana è tanto forte quanto quella antiisraeliana, e ciò non rende facile una soluzione Washington-based.
  13. Separare fisicamente i combattenti con una forza internazionale è impossibile, visto che bisognerebbe combattere casa per casa per fermare Hamas e altri estremisti, in condizioni operative terribilmente rischiose, in mezzo ad una popolazione probabilmente contraria alla pace, ed è improbabile anche che Israele riesca ad eliminare i terroristi del tutto, se non altro perché questi hanno il supporto della popolazione, dunque sono i palestinesi che devono fermare i terroristi, cambiando mentalità e obiettivi strategici. Solo successivamente sarà possibile una pace di compromesso, che probabilmente richiederà garanzie internazionali, visto che il compromesso richiede fiducia, e la fiducia sicuramente non c’è.
  14. L’idea di isolare Hamas tramite mezzi economici (aiuti ai palestinesi) è tipica di certe persone che non capiscono il fanatismo. Sta di fatto che finché la cleptocrazia di Hamas è in funzione e ben armata, non si vede come si possa ottenere sviluppo economico. Si può pensare di comprare i palestinesi col libero commercio e con gli aiuti, a patto che si disarmino o fermino gli estremisti. Si può pensare che l’UE svolga questo ruolo e che piano piano generi un cambiamento di mentalità nei palestinesi. Io credo che nel lungo termine questa strategia possa funzionare, ma richiede cooperazione tra Israele, UE e USA, e richiede buona volontà da parte dei palestinesi. Per sconfiggere Hamas occorre sconfiggerli militarmente, e se questo non potranno farlo i caschi blu, gli israeliani o i marines, dovranno farlo i palestinesi stessi. Non vedo come, però.
Annunci
Questa voce è stata pubblicata in islam, politica internazionale, unione europea, usa. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Ancora sulla Palestina

  1. Libertarian ha detto:

    Ringrazio un mio quasi omonimo amico per la discussione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...