L’assemblea aperta di Libertiamo: un resoconto (1/N)

Sabato 15 Gennaio si è tenuta a Roma l’assemblea di Libertiamo: dalle 11 alle 19, per poi continuare a cena, un centinaio di persone si sono incontrate per parlare del futuro dell’associazione, di Fini, Berlusconi, programmi, liberalismo.

Un movimento politico non è un think tank: deve avere idee, ma anche degli obiettivi, e una strategia per realizzarli. La strategia normalmente consiste nell’allearsi con qualcuno secondo il noto motto “meglio male accompagnati che soli”. Le idee possono essere proposte di policy (o di riforma istituzionale) oppure idee teoriche più astratte riguardanti le procedure politiche o la visione della politics.

Sabato si è parlato poco di strategia, molto di procedure, abbastanza di idee. Ne risulta che il problema principale di Libertiamo è la strategia: non perché andare con Fini sia necessariamente sbagliato, visto che è evidente a tutti che di liberalismo nel PDL non ci sia nulla, ma perché le probabilità di successo sono basse e dunque bisogna riflettere su come aumentarle. Bisogna abbassarsi anche a queste considerazioni, insomma.

L'"abbastanza" ci ricorda poi che servirà sviluppare le proposte di policy quanto meglio possibile, e per questo occorrerà probabilmente appoggiarsi ad un think tank, come l’IBL, o magari NFA (che finora pare abbia guardato con diffidenza al progetto finiano, come – probabilmente per motivi diversi – anch’io), che di idee ne hanno, e non hanno bisogno di una strategia politica, e dei rischi, soprattutto di immagine (si pensi all'identificazione mostruosa tra liberalismo e berlusconismo in questo Paese), che questa necessità comporta.

Da domani, o magari più in là, tratterò una serie di argomenti che sono stati dibattuti ieri. E forse parlerò anche di qualcos’altro, magari di quanto era buono l’antipasto del ristorante.

Se volete arrivare alle conclusioni, eccole: Libertiamo è l'unico movimento politico attualmente esistente che dia garanzie di liberalismo, visto che i Radicali sono ammaccati, i liberali del PDL sono stati epurati o si sono addormentati, ed eventuali realtà politiche che preferiscano star sole piuttosto che male accompagnate sono probabilmente destinate al fallimento. Allo stato attuale parrebbe che dentro il movimento di Fini contino qualcosa, ma essere una minoranza cospicua di un movimento piccolo non è necessariamente meglio di essere una minoranza infinitesima di un movimento enorme come il PDL: di certo, però, c'è molta più autonomia e visibilità dentro FLI, almeno al momento. Il rischio è fare un danno di immagine per il liberalismo, alleandosi con socialisti di destra, o peggio ancora con democristiani come Casini. Ma inutile lamentarsi dei problemi: occorre scegliere il meno peggio, e FLI – almeno da sola – non sembra tanto male (probabilmente perché ancora non sa cosa è, e cosa vuole essere, però).

Se non siete soddisfatti delle conclusioni, che volete? Mica potete pretendere ch'io possa scrutare l'imperscrutabile futuro politico del Paese. Nessuno al momento sa nulla di cosa accadrà, soprattuttp nel medio termine (il "dopo-Berlusconi"), Rimango temporaneamente aggrappato al mio pessimismo, ma sono ben contento di poter odorare una pista che mi faccia cambiare idea.

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2 risposte a L’assemblea aperta di Libertiamo: un resoconto (1/N)

  1. lamiadestra ha detto:

    Sinceramente non sono per nulla convinto che si possa cavare qualcosa di buono appoggiandosi a Fini che, oltre ad essere ormai ridotto ad una banderuola politica che segue il vento peggio di un Cicerone della Roma che fu, e che capisce di economia (la prima e vera emergenza nazionale) meno di quanto io capisca di gravità quantistica, ha scelto di farsi rappresentare da tale onorevole Italo Bocchino, personaggio verso il quale nutro stima e fiducia pari a molto meno di zero. Personaggio che, per inciso, nel motivare la sfiducia a Berlusconi non ha saputo cavare fuori mezza parola che non fosse il rinfacciare al premier l'accusa di tradimento.

    Il che mi dimostra che: a.) la fiducia non era motivata da questioni politiche (altrimenti avrebbero potuto citare, che so, il blocco alla legge sulle intercettazioni, per magari raccogliere consensi maggiori a sinistra; o le tasse che non scendono, per attirare gli imprenditori), ma unicamente da rancori personali (sarà curioso vedere, ad esempio, come andrà la nomina del nuovo CdA dell'Eni, noto sponsor di un certo movimento politico); b.) non hanno ancora capito che per battere Berlusconi non bisogna accettare il suo piano di gioco, bensì imporglielo, dato che è difficile battere nel campo del marketing il re delle tv private, segno che non sono troppo svegli.

    Fatta questa premessa doverosa, Libertiamo potrebbe interessarmi se, anziché farsi coinvolgere nel cazzeggio politico quotidiano tra il puttaniere-quasi-conclamato Berlusconi e il truffatore-o-fesso (a seconda della versione cui si preferisce credere, ad esempio, sulla vicenda-Montecarlo, per la quale l'italiano medio è in grado di capire che in un modo o nell'altro il protagonista ha fatto la figura del cazzone, per dirla in maniera elegante) Fini, si preoccupasse di fare qualcosa di utile nel lungo termine, evitando volutamente qualsiasi presa di posizione su scandalini, scandaletti, programmi tv, frizzi, lazzi, scazzi, sollazzi e facezie simili di ordinaria, banale ed inutile quotidianità politica, dato che, oltretutto, ormai si colloca ufficialmente all'opposizione.

    Io vorrei anche proporre un paio di idee, certe volte, ma sinceramente l'idea di vedermi associato a menti eccelse quali i vari Bocchino, Briguglio & friends mi spinge ad astenermi dal proporle o anche solo ad avvicinarmi al movimento. Credo, sinceramente, di non essere l'unico, e soprattutto non il migliore né il più intelligente, ad avere questo atteggiamento.
    D'altra parte, vengo dal nord, che risaputamente, per dirla con il simpatico sindaco Tosi, è terra di ladri, evasori, razzisti e ignoranti, quindi inutile pretendere troppo. 
    E appunto, magari invece di adottare quel tono di superiorità culturale nei confronti dell'elettorato leghista, Libertiamo farebbe bene a capire che i suoi primi potenziali elettori stanno proprio lì, tra i delusi della Lega, i nostalgici del "Roma ladrona" del Bossi che fu, quegli imprenditori, artigiani, operai che, per dirla con Illy, da decenni già vivono in Europa.

  2. Libertarian ha detto:

    Farò anche un post strategico, ma condivido i dubbi di tutto il primo paragrafo. Se potessi leggere nella testa di Fini mi toglierei qualche dubbio, ma il mio maximum likelihood estimator interiore mi consiglia di essere pessimista. E non tanto per chi ha come alleati – Bocchino non è peggio di Bossi – ma perché non sembra avere idee proprie che durino più di tre anni, e dalla mancanza di idee e principi stabili non si guarisce facilmente.

    Sul secondo paragrafo, non so nulla dell'ENI, ma che mediaticamente sia stata tutta una ca$$ata lo credo. In compenso più che di rancori, parlerei di un'armata Brancaleone senza un leader vero che si muove a caso in funzione di una sensazione di disgusto per certi aspetti del berlusconismo. Forse era meglio il rancore, però condivido il disgusto, peccato che non basta per fare un partito o peggio ancora una proposta di governo.

    Sullo schifo, io dico che è inutile pensare di non doversi turare il naso. Senza incamerare letame non si arriva all'1%, perché il 99% della politica è sterco. Se si è riusciti a stare per anni con Berlusconi, Bossi, Casini, Borghezio, Sacconi, si può tollerare qualsiasi cosa. Anche a tornare con Casini. (Bleah).

    Io preferisco i think tank ai partiti proprio per evitare di essere male accompagnato, però è evidentemente una strategia politicamente perdente, quindi sono tollerante nei confronti di chi prova a sporcarsi le mani, e magari a mettere in gioco la reputazione.

    Sui voti, uno dei tanti rischi di cui devo parlare è che FLI diventi il voto della Terronia, e i dati shinystat del mio sito dimostrano l'ovvio truismo che il 70% e passa dei voti liberali è invece in Padania.

    La mia posizione attuale è: astensione. Però mi informo su FLI, se non altro perché è un nuovo oggetto di studio. Come dis-funzionano gli altri lo so già.

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