Coping strategies…

Appurato che il liberale così come lo intendo io deve probabilmente considerarsi alienato rispetto alla comunità politica in cui vive, dopo il trionfo della democrazia "totalitaria" nel XX secolo, e appurato che questa posizione è psicologicamente onerosa, vediamo cosa si può fare, o, meglio, come, soprattutto a livello inconscio, si è portati a reagire.


Ci sono due modi di risolvere un problema: risolverlo, o lasciar perdere. Nel secondo caso il "problema" smette di essere tale perché la propria valutazione è cambiata. Chi a quarant'anni comincia a preoccuparsi della vecchiaia, magari a sessanta avrà imparato a godersela: non ha risolto il problema, lo ha superato. Chi prova a risolvere un problema irrisolvibile, come l'invecchiamento, è perché non riesce a superarlo.


Che l'accettazione (nel senso di Kubler-Ross) sia la soluzione ad un problema irrisolvibile (come una perdita) è scontato: come diceva Thomas More (alcuni sostengono si tratti di un proverbio Apache), "Signore dammi … la pazienza di accettare [le cose] che non posso cambiare". Che sia anche la soluzione ottimale per i problemi risolvibili non è affatto scontato: accettare la povertà quando si può uscirne lavorando non sembra granché saggio.
 

Non siamo qui interessati ai problemi risolti, per cui non c'è bisogno di accettazione o di alienazione. Nè stiamo considerando problemi irrisolvibili, per cui l'accettazione domina l'alienazione perché nel lungo termine è l'unico modo per tornare in pace col mondo ("ad impossibilia nemo tenetur"). Consideriamo problemi risolvibili ma irrisolti, e possibilmente molto difficili da risolvere, di fronte a cui si può reagire tramite l'alienazione o l'accettazione.

L'alienazione è il convivere con un problema senza superarlo né risolverlo. Può assumere una molteplicità di forme, e spesso può essere autorafforzantesi, nel senso che tende ad accrescere la distanza tra sé e il mondo. Se disgustati dal pensiero politico contemporaneo (un problema comunissimo, in Africa subsahariana pare addirittura endemico!), ci si chiude in casa a leggere soltanto libri di Carl Schmitt, Robert Nisbet, André Glucksmann, Julien Benda e Eric Hoffer, poi dopo anni e anni di studio matto e disperatissimo si esce dalla propria stanza e si scopre che il mondo è diventato ancora più pazzo di prima. Figuriamoci se vi mettete a leggere Erik Maria Ritter von Kuehnelt-Leddihn, diventerete pazzi prima di aver imparato a pronunciarne il nome.

C'è poi l'autoalienazione, che non è il convivere con un problema alla propria automobile, ma l'impegno attivo, consapevole o meno, a porsi in una posizione di alienazione rispetto al resto del mondo. Questo processo può partire dal nulla e avere conseguenze tragiche. Come esempio, si pensi ad una persona con una famiglia, degli amici e un lavoro, che a furia di deprecare quello che ha, perde tutto, e si ritrova da uno stato di alienazione più o meno immaginaria ad uno decisamente troppo reale.

Yours truly sta cercando di capire come tornare in pace con l’universo, e tutto era partito dalla domanda: perché i liberali sono così frequentemente dei matti? Nel frattempo è tornato in pace con l'universo, salvo novità, però sono usciti fuori tanti post.

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Una risposta a Coping strategies…

  1. korallo ha detto:

    come ci sei tornato, in pace con l'universo?

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