Legalità e moralità

Una volta lessi che la legalità è il potere dei senza potere: la frase sarà anche carina, ha però senso solo inserendo alcune condizioni, e se queste condizioni non valgono la frase può diventare una vera e propria truffa.
 

Cominciamo col dire che la legge oggi non è che la volontà di un Parlamento: è il risultato dei rapporti di forza che si formano nelle aule della Camera e del Senato. La legge è sempre dunque una questione di rapporti di forza: dire che la legalità è un potere dei senza-potere è una contraddizione in quanto i senza-potere non avranno leggi a difenderli, e il rispetto delle leggi sarà peggio del loro mancato rispetto, per loro. Si pensi al mercato nero, dove i senza-potere possono trovare lavoro o comprare da mangiare anche quando le leggi dichiarano de facto illegale assumere o mangiare, ad esempio tramite il controllo dei prezzi.
 

Dunque la legalità è un bene se la legge che viene fatta rispettare è buona, e la legalità aiuta i senza-potere solo se la legge è buona per loro. Ma fin qui stiamo nei campo dei truismi: la cosa importante da considerare è che il principio che la legalità aiuta chi non ha potere sottintende che chi non ha potere è difeso dalle leggi, e che gli unici sorrusi sono dunque frutto del potere sociale (ad esempio dei "ricchi") e non del potere politico delle fazioni. Ma questo è palesemente falso, soprattutto in Italia dove il Parlamento è soprattutto un negozio dove comprare privilegi a spese altrui.

Ci sono due livelli di moralità nella legge: la moralità della singola norma ("gli ebrei non possono detenere attività commerciali" è un esempio di norma immorale) e la moralità della procedura legale con cui viene applicata la norma ("la verifica della verità dei fatti è irrilevante per il processo penale" è un esempio di procedura immorale). Entrambe le forme di moralità sono fondamentali, anche se i giuristi per forma mentis si occupano soprattutto della moralità procedurale anziché del contenuto della singola norma.

La legalità serve: un ordinamento che non applica le sue regole non è un ordinamento efficace, cioè non è un ordinamento, e questa affermazione è decisamente parte della moralità procedurale dell'ordinamento. La legalità cioè è un "desideratum" di un ordinamento giuridico decente.Non rispettare le leggi, anche sbagliate, crea danni, perché il mancato rispetto delle norme ingiuste danneggia anche il rispetto delle norme giuste, a meno che non si è così bravi da selezionare solo le prime e non rispettare solo queste, cosa improbabile.

La legalità è parte del capitale sociale di un Paese nel momento in cui consente di fare transazioni alla luce del sole e quindi riduce i costi di transazione nelle attività economiche. La legalità diventa un inferno quando le leggi da far rispettare sono assurde, irrazionali, inefficienti, ingiuste. C'è chi dice che la legalità è un bene in sé, ma si può esser sicuro che è tale solo per chi le leggi le fa, non per chi le subisce. Affinché sia un bene per questi ultimi, occorre chiedersi se sono buone leggi, e questo non è affatto scontato.

L'Italia ha una bassa legalità, ma che sia un bene o un male è difficile dirlo, perché le leggi e l'ordinamento giuridico sono pessimi. Se per caso si risolvesse quest'ultimo problema, la mancanza di legalità rallenterebbe il circolo virtuoso che permette la cooperazione sociale, ma far rispettare la legalità sognando un mondo che non esiste fatto di buone regole e buone procedure è naive: innumerevoli persone non potrebbero lavorare e guadagnarsi da vivere se le regole venissero tutte rispettate, e innumerevoli privilegi sono sanciti per legge e possono essere erosi solo illegalmente. Eliminiamo queste assurdità, e poi iniziamo a rispettare le regole.

C'è infine chi dice che la legalità consente di testare le leggi e il testare le leggi attiva un circolo virtuoso in cui le leggi cattive sono eliminate e quelle buone mantenute. Se non si rispettano le leggi, non è possibile capire quali sono buone e quali meno. Che nei nostri parlamenti sia attiva un processo dove le cattive leggi sono eliminate dopo che sono testate è dubbio: questa teoria non ha nulla a che fare con la realtà, è una mitologia della legislazione.

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