Speriamo che valga il prezzo del biglietto

Io domani vado a Milano a sentire che si dice all'assemblea di Futuro e Libertà. Inutile dire che non mi aspetto nulla di che: spero però in un buon buffet, per ripagarmi le spese del viaggio.
 

Allo stato attuale pare ci siano dei liberali in FLI, più di quanti ne siano rimasti nel PDL (ci vuole poco), sia in senso assoluto che relativo. Pare che tra i giovani ci sia qualche anelito liberale. Pare che Fini non abbia le idee chiare, ma abbia recepito qualche idea qua e là, anche se essendo una banderuola in balia del vento senza idee e valori stabili ciò non è una garanzia. E poi c'è un esercito di professionisti della politica e di socialisti di destra da cui non mi aspetto molto di buono, e che sono in maggioranza. Figuriamoci come vedo il terzo polo…
 

Comunque, assumiamo che si possa risolvere il problema del "partito liberale" e che le intenzioni e i propositi siano seri: riforme, riforme, riforme. Meno spesa, meno tasse, riforma delle pensioni, più concorrenza, meno albi… non sto dicendo che FLI sia questo, però assumiamo che sia così. Cosa succederebbe?

Il problema è che ogni riforma seria rovinerebbe la carriera a decine di migliaia di politici, attuali e potenziali, ridurrebbe il loro potere sulla società, e diminuirebbe il loro potere di ottenere privilegi e vantaggi economici come "intermediatori della coercizione" politica.


Se si fa una riforma liberale seria, quindi, migliaia di persone a tutti i livelli capirebbero che stanno per rimetterci e si metterebbero per traverso. Cercherebbero di mantenere lo status quo o di aumentare ulteriormente l'interventismo pubblico, e cercherebbero di rallentare o bloccare ogni processo di riforma.

Il politico liberale che volesse fare riforme liberali dunque dovrebbe lottare contro gruppi di interesse organizzati, l'interesse personale dei suoi colleghi, l'interesse personale dei funzionari pubblici. Praticamente chi rimarrebbe ad appoggiarlo? Anche se le riforme facessero guadagnare al paese centinaia di miliardi, il fatto che ridurrebbero il potere dell'elite dominante, e di tutti i quadri dell'apparato statale, metterebbe in moto dei meccanismi di autoprotezione che cercherebbero di uccidere la riforma sul nascere.


Io posso pensare di trovare cento persone bene intenzionate, ma quando serve l'appoggio di decine di migliaia di persone per fare un partito, sarà quasi sempre l'interesse personale ad avere la meglio.

Questo spiega perché la politica è irriformabile, e tende a riproporre sempre gli stessi difetti e gli stessi errori ad ogni livello.


Quanto scrivo non va considerato però deterministicamente: l'eccezione è sempre possibile, anche se è improbabile. Non bisogna però illudersi che la strada sia semplice: la struttura della politica "cospira" per ottenere cattive decisioni politiche, e andare contro le tendenze inerenti alla politica significa nuotare controcorrente per risalire le cascate del Niagara.

Non ho mai sentito nessuno lamentarsi perché aveva troppi soldi dalla politica, del resto, e dunque tutti ne vorranno sempre di più fino a far esplodere i conti. E non ho mai sentito nessuno lamentarsi di avere troppo potere, e dunque lo Stato continuerà ad espandersi come la peste nell'Atene di Tucidide.
 

Questo è il risultato di equilibrio di ogni gioco politico: la salvezza è spostare il gioco su un punto finale diverso, anche se non di equilibrio, e cambiare le regole in modo da migliorare l'equilibrio. La prima cosa è improbabile ma non impossibile perché i giochi non determinano mai perfettamente il risultato, e c'è sempre un minimo di libertà d'azione nel cambiare lo status quo. La seconda cosa è improbabile ma non impossibile perché ci sono infiniti modi per ridurre alcuni difetti della politica, a patto che si capisca che la politica è un male.


Io andrò a Milano con due idee in testa: che servano nuove politiche per ridurre lo Stato, e che serva cambiare le regole per controllare la struttura istituzionale della politica. Servono nuove policies, ma anche una nuova polity. Speriamo che la politics lo permetta. Ci credo poco.

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4 risposte a Speriamo che valga il prezzo del biglietto

  1. panka ha detto:

    … perchè vai a perdere tempo?

    ciao Panka

  2. Libertarian ha detto:

    L'Italia è un paese in declino e senza speranza, come minimo bisognerebbe impegnarsi a trovare una soluzione. Probabilmente Fini non combinerà niente, però è certo (e non probabile) che non combineranno niente né Berlusconi che pensa ai fatti suoi, né la Sinistra i cui valori sono la negazione della libertà e della razionalità economica. Se invece di lamentarsi si facesse qualcosa staremmo forse meglio.

    Detto questo, dubito che FLI servirà a qualcosa, è solo l'unico posto attualmente esistente dove i liberali possono essere ascoltati, fare proposte di policy, e discutere di valori e idee.

    Il congresso ovviamente è stato noioso e inconcludente.

  3. painlord2k ha detto:

    Questo è il motivo per cui spererei che Berlusconi riuscisse, per sbaglio, a fare la riforma dell' Art.41della Costituzione.
    Si tratta di quelle robe che da sole non fanno nulla, immediatamente.
    ma cambiano le tendenze.
    Come scriveva qualcuno, per 100 uomini che si dedicano a tagliare i rami dell'albero del Male, uno si dedica a tagliare le radici.

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