Assemblea FLI

Qui ci sono vari filmati degli interventi dell'Assemblea.

Della Vedova, Falasca, Palma, Raisi, Rimassa sono stati molto condivisibili su welfare, innovazione, giovani. Nessuno però ha parlato di tagli alla spesa, in genere si è parlato di razionalizzarla. Il che sarà pur vero, però bisogna chiarire questo punto: la spesa assoluta deve diminuire, e bisogna sapere come.

Fini ha detto cose generiche anche se sulla carta condivisibili: che le riforme istituzionali si fanno insieme ma la sinistra e la destra non devono governare assieme, che vincere le elezioni non implica essere sopra la legalità, che servono mercati più liberi. Sono più dubbioso sul tema delle "nuove relazioni industriali" sembra una qualche forma di corporativismo, ma in realtà semplicemente è una dichiarazione di principio senza contenuti. Dopo un'ora di intervento non si è capito cosa fare con Casini, o perlomeno non l'ho capito io che non sto dentro il politichese. Io spero che non si faccia nulla, però lo sbarramento all'8% limita la possibilità di fare gli schizzinosi, e a dir la verità ci sarebbe di che essere schizzinosi ovunque, sia dentro FLI che nel vecchio PDL.

Baldassari ha attaccato il governo ma non ha fatto proposte di policy alternative. Mi aspettavo molto di più per la parte economica, e questo mi preoccupa.

Molti altri interventi o non significavano nulla o dicevano cose poco condivisibili.

Lo spazio dedicato ad idee liberali è stato da record. Le idee concrete sono ancora molto poche, e c'è una non trascurabile parte di FLI che ragiona da socialista "in Italia c'è troppo mercato", roba da Tremonti o Vendola. Però c'è la possibilità concreta di fare qualcosa che in Italia non succede dal 1994, anche se in scala molto minore e con toni molto più moderati: andare alle elezioni con 3-4 punti liberali importanti in programma. Si vedrà quando ci sarà un programma.

Non ho visto nulla di osceno che non ci fosse già nel PDL, anzi, si è parlato di omosessuali e tolleranza in un modo moderno e non clericofascista (alla Sacconi, Bossi…), ma l'immaginario della destra (unità, risorgimento, patria…) mi lascia molto freddo, e su alcuni campi certamente ci sarà lotta, soprattutto con i socialisti di destra.

Si è parlato anche di cose di poco valore come Ruby, e Granata è riuscito a parlare per un quarto d'ora quasi solo di questo. A togliere queste cose irrilevanti si risparmiava probabilmente mezza giornata. Sarebbe stata un'ottima cosa.

Sono successe un sacco di cose amministrative ma non ci ho capito molto. Ad occhio pare che un primo statuto ultra-dirigistico sia stato migliorato dopo ore di estenuante discussione, e che non si sia riusciti a trovare un accordo per nominare i responsabili del partito. Come dico sempre: il più grande problema dell'umanità è che si cerca di fare tutto con scelte collettive, ma non esistono metodi di scelta collettiva funzionanti. Pare che l'intoppo è che c'è la fissazione democratica di far eleggere i rappresentanti dalla base, per evitare derive bonapartiste, ma che non si è trovato un accordo su chi eleggere per il "governo" del partito, e così ha deciso tutto Fini, altrimenti l'assemblea durava fino al 2016.

I miei timori sono:

  • che non si dia importanza a sufficienza di tagli alla spesa, anche se Fini ha parlato di tagli, stavolta, invece di limitarsi a criticare i tagli lineari di Tremonti come in passato,
  • che a furia di beatificare la legalità e i giudici ci si dimentichi che la giustizia italiana non funziona e che va ripensata in modo da produrre un servizio efficiente ed efficace per i cittadini, e non per produrre una continua pressione mediatica sulla politica,
  • che si nasconda la mancanza di consenso su un programma vero (che al momento non c'è, e anzi, non ci si è riusciti a mettere d'accordo neanche su alcune cose amministrative preliminari) parlando solo e sempre di Berlusconi, come se il problema del Paese fosse la carenza di barzellette su Putin, Mubarak o Gheddafi.
  • i liberali stanno male in compagnia di chiunque, in politica, ed è inutile prendersela per la presenza di ex neo-fascisti dopo venti anni di coabitazione con Borghezio, però quanto effettivamente siano compatibili le varie anime del partito si vedrà solo dopo che c'è stato un programma, e forse il fatto che non ci sia è indicativo del fatto che c'è un problema di comunicazione.
  • i liberali sono pochi e non organizzati, mentre l'organizzazione degli altri gruppi è molto forte. Puntare tutto sulle idee non è saggio in politica, occorre un radicamento territoriale e un'organizzazione migliore.

Comunque, in nulla FLI è peggio del PDL, e in molto potrà probabilmente essere migliore, ma al momento è solo un insieme di dichiarazioni di principio, da cui probabilmente in futuro nasceranno prese di posizione concrete che consentiranno di giudicare ciò che è successo questo weekend.

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Una risposta a Assemblea FLI

  1. Libertarian ha detto:

    Aggiungo tra gli interventi interessanti quello di Valditara, che forse riuscirà ad evitare il rischio che FLI diventi un partito terrone. Valditara non lo conoscevo, ma ha parlato di cose concrete e importanti. Nessuna proposta specifica, ma un'analisi informata e approfondita dei problemi dell'economia.

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