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Sono tornato dalla Convention. Diciamo che non ho cambiato la mia preferenza elettorale: astensione.

Però ci sono state buone cose: tutte e sole le idee buone che ho sentito sono di Libertiamo, e di alcune persone di FLI che hanno "adottato" Libertiamo.

I discorsi della "base" erano deprimenti non appena di parlava di economia e politica economica, e i discorsi dei "politici" erano noiosi, inconcludenti, autoreferenziali. Però è possibile fare proposte politiche liberali ed essere ascoltati e questo è il massimo che si può ottenere in questo periodo storico.

Io mi recherò a votare solo se si prometteranno almeno due-tre dei seguenti punti, di cui il primo è per me obbligatorio:

  • Tagliare la spesa, come minimo per pareggiare il bilancio
  • Liberalizzare e semplicare la burocrazia per professioni e attività commerciali
  • Riformare la giustizia civile per renderla più rapida ed affidabile
  • Riformare le pensioni per liberare i giovani dal giogo previdenziale
  • Tagliare le tasse, soprattutto contributi previdenziali e tasse sulle imprese
  • Aumentare la trasparenza della politica e della P.A. e ridurne l'arbitrarietà e l'irresponsabilità
  • Liberalizzare il mercato del lavoro per renderlo più dinamico, efficiente e a portata di "giovane"
  • Rendere gli enti locali finanziariamente indipendenti e capaci di decidere da sé le addizionali fiscali

Libertiamo ha una buona proposta per il mercato del lavoro, mentre del resto praticamente non si è parlato, se non per alcune occasionali dichiarazioni di principio, normalmente di Libertiamo, ovviamente condivisibili.

Al momento ancora si deve parlare di programmi, dunque queste idee si vedranno, semmai, in seguito: ai convegni, pare, parlarsi addosso è considerato un'alta forma di politica. Dunque prima o poi si capirà cosa è FLI, ma al momento è difficile dire "Oh che figo, sicuramente lo voto", perché prendere decisioni in base a dichiarazioni di principio sarebbe irresponsabile.


L'unica cosa certa è che si può contribuire con idee liberali e che non si è totalmente impermeabili alle riforme, come ormai è diventato il PDL, e la cosa ormai è evidente anche nel PD (con i radicali in fuga, Nicola Rossi dimissionario, Franco Debenedetti escluso da anni…). Anche il discorso di Fini è stato fondamentalmente sensato, ma molto poco concreto.


Insomma: astensione, fino a prova contraria. Quelle di sopra sono le mie condizioni, e non penso comunque siano irraggiungibili. C'è qualche possibilità di ottenere qualcosa di buono.

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