Mo' basta: rispetto per il cittadino

Ho un po' di difficoltà quando sento dire dagli oppositori di Berlusconi che si vergognano di essere rappresentati da un puttaniere. Mi stupisco non perché di quello che Berlusconi fa in privato non mi frega nulla (di fatto quello che pare abbia fatto di recente non è affatto privato, essendo un reato), ma perché lo Stato Italiano ha così poco rispetto del cittadino che se c'è qualcosa di cui vergognarsi non è certo il Presidente del Consiglio: chiedere rispetto per sé stessi di fronte alla Pubblica Amministrazione mi sembra infinitamente più importante. Vediamo che cosa può significa ciò in qualche caso particolare.

Vi pare normale:

  • che si paghino le tasse con un anno di anticipo e che vi possa arrivare uno stipendio di 3€ perché lo Stato ha bisogno di un anticipo (è successo veramente)?
  • che possano esistere leggi fiscali retroattive, che cioè prendono soldi ai cittadini per redditi su cui già si erano pagate le tasse secondo la normativa allora vigente?
  • che non esista un sito dove posso verificare se un particolare parlamentare ha votato una certa riforma un determinato giorno in modo da farmi un'idea della sua affidabilità?
  • che lo Stato ci metta quasi un anno per pagare i suoi debiti?
  • che nel comune dibattito pubblico la ricchezza vostra e dei vostri genitori venga vista come un carico di olive da spremere per finanziare gli sprechi dello Stato?
  • che se avete un'udienza in tribunale alle 9, il giudice si possa presentare alle 12, e poi non gli succeda nulla?
  • che lo Stato abbia fatto la riforma delle pensioni promettendo alla generazione di pensionandi degli anni '60 di poter andare in pensione con i soldi della generazione successiva?
  • che abbia fatto la riforma previdenziale degli anni '90 promettendo agli anziani di andare in pensione sempre con i soldi dei giovani, e ai giovani di andare in pensione in povertà sacrificandosi in cambio di niente?

Serve come minimo un decalogo di regole con cui si deve trattare il cittadino, che la Pubblica Amministrazione e i politici deve rispettare per meritare non dico la stima ma perlomeno il rispetto dei suoi cittadini. Pagare in tempo, non fare leggi retroattive, non farsi anticipare le tasse su redditi non ancora guadagnati e senza pagare interessi, non fare leggi fiscali una tantum, scrivere in forma leggibile ogni entrata e ogni uscita di ogni parte della P.A., fare un'anagrafe pubblica dei parlamentari dove potersi informare sui loro atti, punire chi non rispetta le regole o chi ne abusa, multare i responsabili di errori, ritardi e inefficienze. Questo non risolve i problemi della P.A., che sono organizzativi, ma almeno aumenta la possibilità di difendersi del cittadino.

E a parte la buona educazione, che male non fa, servono alcuni diritti in più da garantire ai cittadini: ad esempio, le regole che riguardano l'edificabilità dei terreni sono un invito alla corruzione e al clientelismo, e vanno modificate. Ad esempio come proposto da Richard Epstein riguardo la regolamentazione e la confisca dei terreni negli USA: pagando il diritto espropriato dallo Stato. Se si pone un vincolo di non-edificabilità, occorre risarcire il proprietario della piena perdita di valore.


E che dire invece dei permessi e delle autorizzazioni? Spesso sono lenti, e spesso alcuni funzionari chiedono delle mazzette per accelerare la procedura. In questi casi per eliminare la corruzione e i favoritismi basterebbe il silenzio-assenso: se la P.A. competente non risponde entro un mese, il permesso è accordato; se risponde, il rifiuto va motivato per filo e per segno, e in alcuni casi, magari, anche compensato; se il permesso accordato per ritardo della P.A. si rivela illegale, deve pagare la P.A. che non ha controllato. Ovviamente, una cospicua semplificazione burocratica aiuterebbe a concentrare risorse nei casi in cui serve: se sto costruendo un grattacielo su una spiaggia, non servono certo grandi risorse per capire che bisogna fermarmi per non danneggiare tutto il turismo della zona con un ecomostro (dove "eco" è da intendersi come "economia": danno economico).

Mi sono fatto l'idea, anche se non ne so abbastanza per esserne certo, che il problema sia questo: lo Stato potrebbe fare delle regole così semplici ed efficienti da garantire trasparenza e diritti per i cittadini, e rendere più difficili le rendite di posizione, come l'intromissione della mafia negli appalti. Però a fare regole di questo tipo si perderebbero infiniti gradi di libertà per l'intermediazione politica: grandi imprese, corporazioni, sindacati, funzionari, politici locali e nazionali, si vedrebbero improvvisamente impossibilitati a chiedere mazzette ad elargire favori, a mostrare il proprio potere, a persuadere ad assumere i propri protetti, a ottenere privilegi a danno del resto della società. Ciò che è male per la mafia, insomma, è probabilmente male però una cospicua parte delle persone che vivono di politica.


Comunque, al di là di problemi specifici di carattere amministrativo, di cui non so nulla (giorni fa parlavo del diritto civile, questo è diritto amministrativo: direi meno scemenze se evitassi di parlare di entrambi), serve un cambiamento di mentalità: lo Stato Italiano deve rispettare i cittadini, e l'unico modo per ottenere ciò è che i cittadini esigano rispetto dai funzionari e dai politici che gestiscono la macchina statale. Bisogna reimparare ad indignarsi, e ci sono tante cose più importanti per il nostro futuro dei festini di Berlusconi.

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2 risposte a Mo' basta: rispetto per il cittadino

  1. painlord2k ha detto:

    Il punto è che siamo sempre al "lo stato dovrebbe fare".
    Ma se non fa, siamo noi a pagare comunque.

    Quando scrivi che una amministrazione dovrebbe pagare per un errore (voluto o meno), questo significa che dovrebbero pagare sempre i contribuenti. A meno che non si decida (ma credo sia incostutizionale) di tagliare il salario dei dipendenti (tutti) dell'amministrazione, per ripagare le perdite.

    Non vedo, comunque, perché lo stato dovrebbe occuparsi di permessi edilizi o di decidere che cosa è o non è un ecomostro (economico o ecologico che sia). Se uno vuole godersi il panorama, che si compri tutto il terreno che compone il panorama. Altrimenti lasci chi lo possiede con il diritto di farci quello che gli pare.

  2. Libertarian ha detto:

    "Pagare" significa che paga chi sbaglia. Licenziamento, riduzione stipendi, riduzione premi.

    Il resto teoricamente sembra realistico, salvo poi rendersi conto che quando si compra una casa, abitualmente, si compra anche il diritto di vedere il sole, e dunque costruire un palazzo di 300 piani senza indennizzare i vicini è un danno per loro.

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