Pensieri in libertà

Ho letto alcune cose scritte da un mio amico e ho capito tante cose che mi erano sfuggite. Io sono per mentalità uno spoilsport: il mio ruolo sociale è ricordare agli uomini che sono mortali, forzare l'attenzione sulle cose fondamentali che diamo per scontate, spegnere gli entusiasmi infondati, svelare le menzogne che ci raccontiamo come alibi per stare meglio.
 
Questo si vede sia nei miei post teorici, quando per esempio rivelo i deliri utopistici di certi libertarian, sia in quelli pratici, quando faccio notare che dietro le dichiarazioni generiche di Fini non c'è nulla di concreto. Il motto della mia vita sembra essere "Perché non dirselo?" (Glucksmann, "L'atto antitotalitario"). La forza di un'anima è inversamente proporzionale al numero di verità che non vuole conoscere.
 
Mi inalbero quando vedo l'ipocrisia, quando vedo la stupidità, quando vedo la creduloneria, quando vedo la partigianeria: ritengo che la straordinaria capacità dell'uomo di ingannare sé stesso sia uno dei più grandi mali dell'umanità, ancor più della sua altrettanto straordinaria capacità di ingannare gli altri. 
 
Il mio ideale è il mitologico "giudice terzo" di lockeana memoria, e invece vivo in un Paese il cui ideale è il tifo calcistico ("hai torto perché sei della squadra sbagliata"). Il mio ideale è che si faccia quello che si deve fare senza fanfare, senza menzogne, senza illusioni. L'entusiasmo può forse essere un mezzo per raggiungere un qualche fine: ma di norma diventa un fine in sé, e ci si dimentica dell'obiettivo.
 
Le persone smettono di cercare non appena trovano conferma dei loro pregiudizi. E nessuno smette di cercare prima di aver trovato una confutazione dei propri dubbi. Le idee si evolvono perché gli uomini sono mortali: se fossero immortali, le idee professate non cambierebbero mai. Max Planck diceva che le teorie dominanti scompaiono con la morte dei loro difensori. Gli elfi immortali possono esistere solo nella letteratura fantasy: se esistessero nel mondo reale, ancora crederebbero che la terra è piatta. La cultura umana si evolve perché dobbiamo convincere i nostri figli che abbiamo ragione, e se non ci riusciamo, le nostre idee muoiono insieme a noi.
 
La mente umana è una fonte inesauribile di vizi intellettuali: sostituisce l'emozione con la ragione ogni qual volta la seconda entra in una qualche "zona rossa" che non va investigata; ognuno si circonda di persone che gli danno ragione perché così si fugano, per ripetizione, i propri dubbi; si dà più importanza all'appartenere ad un gruppo che ad essere un individuo.
 
E così capita che, immerso fino alle orecchie, in questo oceano di stupidità, divento occasionalmente arrogante e "self-righteous", tanto quanto le tante nullità della cultura che si illudono che le loro idee saranno più longeve di loro, come quelli che credono che gli elettori di Berlusconi siano analfabeti tamarri che meriterebbero di schiantarsi con la loro BMW contro un palo quando tornano ubriachi e drogati da una festa in discoteca, come quelli che credono che i politici del PD rubano perché gli unici gruppi di potere organizzato in Italia sono quelli "della sinistra" visto che "Berlusconi è un uomo nuovo".
 
Sì, è vero, penso a volte di vivere circondato da idioti. Poi mi rendo conto che tutto questo vale anche per me, e che non si può avere mai la garanzia di non essere stupidi: la stupidità sta dentro di noi, è una caratteristica inseparabile dell'essere umano, e non c'è modo di liberarsene una volta per tutte. L'intelligenza è una continua lotta contro la stupidità, e la seconda è sempre in superiorità numerica, perché ci sono sempre più modi di fare le cose male che di farle bene.
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5 risposte a Pensieri in libertà

  1. millenniumfalcon ha detto:

    A che si deve questo momento autoriflessivo? Potresti anche avere ragione :-))

    A proposito: non era Max Plank, James C. Maxwell lo disse quarant'anni prima. O forse la battuta risale ad Aristarco. 

  2. Libertarian ha detto:

    Devo capire cosa fare nella vita (politica). Non è facile trovare un equilibrio tra:

    1. Delegittimare lo Stato per togliere la terra sotto i piedi alle lobby e ai parassiti e aumentare la libertà.
    2. Migliorare le policies in modo da ridurre i costi delle scemenze politiche.
    3. Cercare di cambiare l'assetto istituzionale in modo da minimizzare le scemenze della politica.

    Credo che nessuno di questi tre obiettivi sia raggiungibile. La nostra vita continuerà a dipendere da un manipolo di parassiti sociali che si fanno chiamare "rappresentanti" e che causano una buona parte dei problemi della società con le loro cretinate.

    D'altra parte dirselo serve a poco. E sostituire a queste scemenze certe cretinate uguali e contrarie che sento tra libertari non mi sembra un passo avanti. Le scemenze non si sommano algebricamente.

  3. painlord2k ha detto:

    Che ne pensi di Patri Friedman e del suo Seasteading Institute?
    La sua posizione ideologica è che combattere con le idee libertarie gli stati e la politica come sono adesso sia inutile. E come giocare a calcio su un campo inclinato in cui la tua porta sta 3 metri più in basso rispetto a quella avversaria. Si può vincere, qua e la, ma il risultato finale è scontato.

    La sua soluzione è cambiare le basi tecnologiche della questione, rendendo possibile maggiore libertà alle persone e quindi la sperimentazione di nuovi sistemi al di fuori della sfera di controllo degli stati.

  4. Libertarian ha detto:

    Se le persone capiscono che il gioco è truccato, forse rovesciano il tavolo. Se la "public choice" diffondesse l'idea che il gioco non è fair, forse si otterrebbe la consapevolezza che le regole vanno cambiate. Io lo voglio sperare, ma non ci credo molto.

    Non ho riflettuto molto sul seasteading. Diciamo che "abbandonare" la società per scappare allo stato mi sembra un po' come il marito che si evira per fare un dispetto alla moglie.

  5. painlord2k ha detto:

    Io il seasteading lo vedo come il marito che lascia la moglie spendacciona e puttana per trovarsi un'altra donna. Può fallire o può avere successo, comunque sia i soldi che guadagna gli restano in tasca.

    Se la minaccia è seria la moglie deve ripensare le dinamiche matrimoniali in fretta o trovarsi un lavoro.

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