Coercizione, diritto e valore

Nella mentalità e a volte nella letteratura liberale e libertarian è invalso lo strano uso del termine "coercizione" per indicare quasi esclusivamente le attività statali, e al più anche quelle criminali. Nei post che anni fa scrivevo per concettualizzare e chiarire la natura della politica e del diritto, il diritto era però definito come l'insieme delle regole riguardanti l'uso della forza: anche il diritto di proprietà si basa sulla coercizione.
 
In ambienti non liberali si presentano errori simili: ad esempio, si crede che possa esistere la politica senza la coercizione, che è come dire che le tasse sono un contributo volontario. Questa idea bizzarra attrasse già più di mezzo secolo fa il sarcasmo di Schumpeter, secondo cui dimostrava inequivocabilmente che le discipline politiche erano lontanissime dalla mentalità scientifica.
 
Un errore che si deve evitare è quello di definire i concetti introducendo valutazioni normative e morali, e qui abbiamo appena visto due esempi.
 
Concettualizzazioni inadeguate portano a dibattiti e affermazioni privi di senso: ci si può sforzare quanto si vuole a dare significato a frasi come "la tua teoria è che il diritto è il diritto del più forte, come nella legge della giungla", ma dubito che ci si possa riuscire (questa assurdità si trova in "Uguaglianza e libertà" di Bobbio, come critica alla teoria del diritto di Leoni).
 
Non è mai esistito un diritto che fosse la legge del più debole. Non è forse la forza che rende efficace la norma? L'Italia può affermare che Gheddafi non ha il diritto di bombardare i suoi sudditi, ma senza un paio di portaerei statunitensi che impongano una no-fly zone questa affermazione è flatus vocis, non è diritto nel senso sociologico del termine, è inefficace.
 
L'errore dei liberali e dei libertarian di sopra è pensare che possa esistere il diritto di proprietà senza coercizione: ma come chiamare il calcio negli zebedei di una ragazza rivolto ad un potenziale stupratore se non coercizione? Si tratta di un uso non-coercitivo della forza? E che significa? Quando difendo un mio diritto tramite l'autodifesa, uso la forza per difenderlo; quando faccio valere i miei diritti in tribunale, uso la forza della Polizia per difenderli.
 
La legge è sempre la legge del più forte: l'ordinamento giuridico dello Stato è efficace solo in quanto monopolista dell'uso della forza, e perde efficacia quando perde la forza.
 
Possiamo immaginare un mondo senza coercizione: tutti sanno esattamente cosa è nel loro diritto, nessuno viola alcunché, e tutto fila liscio automaticamente senza mai né impiegare la forza né minacciarne l'uso. Questo modello di società ha qualcosa a che fare con la realtà? Ovviamente no. 
 
C'è un altro quesito importante da considerare. Sarebbe forse questa una società giusta? Una società in cui tutte le pretese giuridiche sono accettate senza conflittualità è per questo motivo giusta? Se la persona che viene scelta per un sacrificio umano si stende sull'altare volontariamente, il sacrificio umano è giusto? Se non ci si ribella al despota, questi è dalla parte del giusto?
 
No, ovviamente. Dunque l'idea di giustizia è qualcosa di diverso dalla forza. Ci può essere una cosa giusta che nessuno pretende con la forza: un tale principio di giustizia sarebbe totalmente inefficace. Ciò che è giusto, così come ciò che è sbagliato, diventa efficace solo perché ha la forza dalla sua parte.
 
Un altro errore è pensare che la forza sia qualcosa di fisico. La forza dipende dalle convinzioni delle persone: dove si ritiene diffusamente ingiusta una cosa, è difficile pensare ad una norma efficace che riesca a imporre il contrario. Dove si ritengono ingiusti i sacrifici umani, è facile che ci siano proteste, ribellioni, dichiarazioni, boicottaggi contro di essi. Dove si ritengono ingiuste le tasse, gli evasori sono facilmente scusati.
 
Tutto sommato, la forza è sempre dalla parte della massa della popolazione, ci ricorda la Boetie. Ciò che rende lo Stato efficace è che i cittadini obbediscano, sia perché lo ritengono giusto, sia perché lo ritengono inevitabile, e non il fatto che abbia la Polizia dalla sua parte.
 
Non servono le portaerei americane per avere la forza dalla propria parte nella lotta contro Gheddafi, dunque: basta convincere un numero sufficiente di persone a ribellarsi, per creare una forza in grado di opporsi a quelle fedeli al dittatore. La forza è dunque anche il risultato della nostra acquiescenza, e delle nostre convinzioni su ciò che è giusto. Per questo si parla, a buon diritto, di "forza delle idee", ed è per questo che ha senso dire che "ogni popolo merita il regime che tollera".
 
Giusto, ovviamente, significa che vale la pena difenderlo con la forza.
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