Libertà e democrazia 12 – Cos’è la libertà

[Intervento non mio. Un altro post e poi mi riprendo il blog]

Il diritto consuetudinario e il diritto naturale

 
Il diritto dei privati si basa sui contratti, e deve basarsi per essere liberale su un’ampia libertà contrattuale. Le persone devono essere libere di interagire tra loro, scambiare beni e pretese giuridiche, e creare le proprie organizzazioni. “In una società libera il governo non amministra gli affari dei privati, amministra la giustizia tra privati che conducono i propri affari”, diceva Lippmann (citato da Hayek). La finalità del diritto liberale è diversa dalla finalità del diritto in una società socialista: nella prima sono i fini delle persone che contano, nella seconda sono i fini della "collettività". La libertà, ripeto, è il diritto di scegliere per sé stessi, ed è necessario avere un diritto privato basato su contratti per interagire pacificamente e proficuamente con gli altri individui.
 
Il diritto più congeniale ad una società liberà è il diritto consuetudinario, non perché ci sia qualcosa di buono in sé nella consuetudine, ma perché nel diritto consuetudinario non esiste un potere legislativo supremo, che in quanto tale è pericoloso per la libertà. L'esistenza stessa di un legislativo non limitato nelle sue facoltà crea i gruppi di pressione parassitari: una volta saputo che a Roma ogni settimana si incontra un corpo in grado di elargire privilegi, migliaia di gruppi organizzati si formeranno per ottenere privilegi a danno del resto della società. La convivenza civile si trasforma nella lotta di tutti contro tutti per vivere a spese altrui.
 
Tra i liberali va inoltre forte il giusnaturalismo. Io non condivido l’entusiasmo perché non lo considero una buona teoria del diritto, però l’idea di base è fondata e fondamentale: gli uomini hanno diritti, questi diritti devono essere rispettati dalla legge, e se la legge non li rispetta è ingiusta. Ci sono cose che non possono essere messe nelle mani dei politici: nessuno dovrebbe avere il diritto di uccidere o espropriare arbitrariamente, e questo senso di giustizia deve essere il metro con cui valutiamo l’operato dello Stato. Il nucleo valido del giusnaturalismo è che il diritto va valutato normativamente, cioè in base a criteri morali: la legge deve essere giusta sul piano sostanziale, non deve essere soltanto valida sul piano formalistico.
 
Altre considerazioni
 
Nella teoria liberale gioca a volte un ruolo la divisione del potere, che può essere visto come un meccanismo costituzionale, ma può anche essere visto, al di fuori della polity, come un equilibrio tra poteri indipendenti. Questa teoria è poco sviluppata, però spesso i liberali lodano il XIX secolo per la rarità e la limitatezza delle guerre, perché l'equilibrio tra Paesi europei riduceva l'entità dei conflitti. Per ragioni simili Benjamin Franklin pare abbia detto "La libertà è un agnello bene armato che contesta il voto", e nella Bill of Rights della Costituzione americana si legge che il diritto di portare armi non può essere limitato.
 
Esistono poi considerazioni di carattere culturale e morale da fare: una società che dà valore alla libertà è una società che più difficilmente se la fa portar via dalla politica, e una società che ha una chiara idea di cosa è la libertà difficilmente si fa ingannare confondendo la libertà individuale con il diritto di voto: di democrazie illiberali è pieno il mondo.

Sul piano morale, si può dire che la libertà gioca un ruolo limitato nel dibattito pubblico: a nessuno interessa che gli individui siano liberi di scegliere cosa vogliono, e infinite limitazioni della libertà individuale sono giustificate in base a considerazioni di "efficienza" ed "equità" (la libertà, normativamente, non è considerata: nella "economia del benessere" non è neanche citata). Sul piano culturale, il liberalismo ha subito un tracollo nel XX secolo perché di fatto anche l'idea stessa di libertà si è persa, e oggi si usa il termine "liberalismo" per indicare uno stato di cose che perpetua lo strapotere dello Stato sulla società, temperato però da principi legali e procedurali astratti che ne limitano il dispotismo, anche se in maniera insoddisfacente.

Questa voce è stata pubblicata in liberalismo. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...