Libertà e democrazia 13 – Conclusioni

[Concludo serie di interventi non miei]

Il rapporto tra democrazia e libertà sembra conflittuale, ma è errato impostare il problema in questi termini: il rapporto conflittuale vero è tra libertà e politica (anche democratica), perché il problema è capire cosa va lasciato all’iniziativa delle persone, e cosa invece deciso politicamente. Lo spazio della libertà individuale deve essere difeso dalle interferenze violente che avvengono da parte della criminalità, delle mafie, dei dittatori, e dei parlamenti democratici.

 
Non ha molto senso affermare che ci debbano essere scelte collettive che non devono essere democratiche: per il solo fatto che sono collettive, infatti, riguardano tutti, e quindi devono essere prese considerando l’opinione di tutti. “Nessuna tassazione senza rappresentanza”, dicevano gli americani. Ogni scelta collettiva deve essere democratica: non ha giustificazione affermare che una cosa che riguarda (coercitivamente) tutti non debba essere decisa tenendo in considerazione l'opinione di tutti.
 
D’altra parte, dire che tutto debba essere democratico significa affermare che tutto debba essere politico: e questa posizione è illiberale molto più della precedente. Perché tutto deve essere oggetto di scelte collettive? Perché un’assemblea suprema deve essere il sovrano di ogni individuo, e decidere ogni cosa? Lo spazio di libertà individuale richiede limitazioni del potere democratico: il Parlamento, il Governo, la Magistratura, la Burocrazia non devono fare determinate cose, altrimenti ledono la libertà individuale.
 
Far bene i liberali fa bene alla democrazia. La democrazia infatti per funzionare ha bisogno di diritti personali non “democratici”, cioè non oggetto di scelta politica, come la libertà di stampa, di religione, di espressione,  il diritto al giusto processo, a non subire detenzioni arbitrarie, a non essere torturati. Ma anche l’autonomia economica dallo Stato, cioè la libertà economica, è fondamentale, altrimenti abbiamo persone in stato servile, clientes dei politici, "accattoni che di mestiere fanno gli elettori", stato in cui molti elettori sono ridotti, sia volontariamente (le lobby organizzate che vivono di privilegi) sia involontariamente (i disoccupati creati dai sindacati, le persone che hanno perso i risparmi previdenziali per l'inflazione…)
 
D'altro canto, non è vero che far bene i democratici fa bene alla libertà. La politica è intrinsecamente bulimica, incapace di controllarsi e di limitarsi, e si espande sempre a danno della libertà e dell’autonomia degli individui, oltre a causare disastri con una certa sistematicità (crisi finanziarie, disoccupazione, cicli economici, inefficienze, crisi di debito). Inoltre degenera spontaneamente nel clientelismo e nella cleptocrazia: ciò che gli americani chiamano “crony capitalism” è la norma della politica, e soltanto attraverso forti limitazioni (morali ed istituzionali) del processo politico è possibile evitare questo esito nefasto.
 
La libertà è un bene pubblico: chi lotta per la libertà lotta per un bene di tutti, e dunque non beneficia che di una frazione di ciò che potrebbe ottenere. Il potere è un male pubblico: chi lotta per il potere impone costi a tutti, e dunque beneficia di ciò che potrebbe ottenere grazie al prezzo pagato da chi il potere non ce l'ha. Non c'è dunque nulla di cui stupirsi se storicamente il potere è stato sempre forte, e la libertà sempre debole.
 
Ci sono tre strategie da impiegare per i liberali. Queste tre strategie saranno esemplificate per semplicità al caso della riforma previdenziale: oggi i giovani pagano una cifra enorme ogni anno per finanziare pensioni altrui, e non avranno alcun beneficio da questi sacrifici perché i risparmi previdenziali non sono investiti e dunque non rendono un interesse, ma vengono immediatamente spesi per finanziare le pensioni correnti. Questo sistema è inefficiente, immorale, illiberale, iniquo. Come esempio di cosa non va nella politica, è dunque perfetto (purtroppo di esempi potrebbero trovarsene molti altri).
 
Le tre strategie sono: proporre politiche nuove, proporre riforme istituzionali, combattere una battaglia culturale. Nessuna strategia da sola funziona, forse tutte e tre insieme sì.
 
Proporre politiche liberali da sostituire a quelle illiberali: proporre ad esempio un sistema previdenziale a contribuzione, liberando risorse per liberare i giovani dal giogo pensionistico. Le riforme servono perché se anche si decidesse di fare un passo verso la libertà, bisognerebbe studiare come farlo, e più si hanno a disposizione studi dettagliati, più sarà facile l'eventuale transizione. D'altra parte, avere soluzioni pronte nel cassetto aiuta nei dibattiti.
 
Proporre soluzioni istituzionali (ad esempio costituzionali) che limitino i danni di origine politica: esplicitare ad esempio il principio che nessuna politica possa essere finanziata con uno schema di Ponzi, e che la redistribuzione intergenerazionale sia immorale e illegittima. Le riforme costituzionali sono necessarie perché non basta avere politiche nuove, servono istitituzioni politche nuove: la politica è istituzionalmente portata a degenerare, e dunque deve essere istituzionalmente vincolata per difendere la società dallo Stato.
 
Demistificare e delegittimare la politica come “padrona” della società attraverso una "battaglia culturale" a tutto campo: non è un caso che un sistema iniquo e inefficiente come i sistemi previdenziali a retribuzione siano stati implementati, perché bisogna far capire che è prendere decisioni cretine è la norma in politica. Spiegare perché la politica funziona male può spostare l’attenzione dal migliorare l’uso del potere, come ci si illude di fare "riformando la democrazia", al limitarlo alla radice, perché si può limitare il potere, ma non renderlo innocuo.
Questa voce è stata pubblicata in liberalismo, teoria politica. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...