La banalità del male, edizione democratica

In questo Paese che ama illudersi di essere uno Stato di diritto, si rischia di vedere pignorati i propri beni se l'Agenzia delle Entrate ritiene (senza doverlo provare in tribunale) di avere un credito di pochi migliaia di euro con il suddito-contribuente. Oppure si rischia di vedere chiuse le proprie attività produttive in base a norme non esistenti ed in contrasto con il diritto per opera di un giudice. Oppure si rischia di finire in galera senza processo, per mesi e mesi, nella totale mancanza delle condizioni necessarie alla carcerazione senza processo (cioè preventiva).

Non ci si può aspettare da questo Stato vergognoso, che si comporta come un esercito di occupazione il cui unico scopo è schiacciare la società per estrarre rendite politiche (ma cosa abbiamo festeggiato per i 150°? cosa c'era da festeggiare?), che si facciano le riforme amministrative necessarie per evitare questi abusi.

Esattamente come la Costituzione, che quando serve si può trascurare (si vedano le norme sui sindacati, art. 39), o interpretare in modo che non leda i privilegi della classe politica (si vedano le norme sul finanziamento delle leggi, art. 81), ogni limite è una cintura di castità di cui la classe politica ha le chiavi, se non è sostenuto da una cultura della dignità umana e della diffidenza verso la politica che ne rintuzzi gli attacchi ogni giorno.

Gli italiani devono imparare ad indignarsi e a ribellarsi per ottenere il rispetto di certi diritti, sia quelli formalmente garantiti, sia altri che si dovrebbero aggiungere per limitare ancora di più l'insopportabile peso dello Stato, perché se si limitano a chiedere educatamente, o peggio ancora a lamentarsi in privato, non otterranno mai nulla.

Se si continua invece a non fare nulla, può capitare che per avere 6,000€ presunti indietro si perda la casa, e dopo magari anche la vita. La banalità del male. E può capitare di vedere sospese le proprie attività produttive per una norma che non esiste, e se esistesse sarebbe in contrasto con il diritto europeo, e dunque non valida (in pratica, per l'atto di arbitrio di un Magistrato). O si rischia di finire in galera (carcerazione preventiva) per un reato aziendale commesso quando non si era più amministratori dell'azienda, dopo essersi volontariamente consegnati alle autorità tornando dall'estero, nonostante la legge indichi che si possa usare questo istituto solo per pericolo di fuga, inquinamento delle prove e reiterazione del reato, cose palesemente impossibili, e in contrasto con il ritorno dall'estero dell'accusato.

La classe politica non si ferma davanti a nulla: fare leggi retroattive, imporre fermi amministrativi preventivi, rovinare le casse dello Stato, espropriare i cittadini per salvare le prime, distruggere l'economia, imporre privilegi legali di ogni tipo. Tutto pur di dominare su noi sudditi. Tutto per vivere alle nostre spalle.

Se anche solo ci limitassimo a chiedere il rispetto di diritti formalmente assicurati (si pensi alle direttive dell'Unione Europea mai fatte rispettare, come ad alcune norme della Costituzione), saremmo meno sudditi di quanto siamo oggi.

Eppure ciò non basterebbe. Bisogna chiedere ancora di più, per una questione di dignità.

Il liberalismo è sparito da tutto il globo, ma in Italia non siamo in grado neanche di avere quel rispetto amministrativo del cittadino che ha sostituito il liberalismo e ne ha preso il nome, a volte chiamato "Stato di diritto".

Sarà pure bello essere sudditi: niente rischi, niente incertezze, niente responsabilità, niente pesi sulla coscienza, niente sensi di colpa, niente doveri, niente obblighi (tranne pagare le tasse, ovviamente). Ma tutto ciò non è degno di un essere umano. E l'assenza di incertezze e rischi è vera solo nel breve termine: lo Stato Italiano non è compatibile col nostro futuro, non essendo in grado di porre un freno ai suoi appetiti e ai suoi arbitri.

E non illudetevi: lo Stato Italiano era così prima di Berlusconi, dunque rimarrà così dopo Berlusconi, se non facciamo qualcosa per difenderci da esso. Dobbiamo civilizzarlo, per una questione di interesse personale (non è bello vivere in un Paese destinato al fallimento), e per una questione di dignità umana.

Link: Morire di Equitalia, e subire l'arbitrio di un giudice, e finire in galera senza processo.

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