Gli illuministi erano degli illusi

Obama butta le bombe, Bush butta le bombe. Bush si prende dell'ignorante texano, Obama il Premio Nobel per la Pace. Viviamo in un mondo di idioti? Sì. Quel che segue è ispirato a quanto scrittod a un mio amico su Facebook.
 
Alla fine è come il comunismo e il nazismo: è più facile uccidere un milione di persone se ci si sa fare con le parole, altrimenti si rischia di finire a Norimberga. I nazisti hanno perso una battaglia di immagine, se invece degli ebrei se la prendevano con i borghesi oggi Hitler avrebbe centinaia di vie in suo nome per le città italiane.
 
O è come il tifo calcistico: un gol è sempre irregolare se è dell'altra squadra, anche quando l'azione era identica ad una precedente, considerata regolare, fatta a parti invertite pochi minuti prima. Per giudicare un gol non bisogna capire le regole o vedere l'azione, è sufficiente chiedersi quale squadra ne viene avvantaggiata. Il fair play si è estinto. Non serve farsi un'opinione sui fatti: Berlusconi è colpevole o innocente a seconda di cosa si è votato alle elezioni.
 
I consiglieri di Bush avrebbero dovuto saperlo: non conta ciò che si fa, conta come ci si atteggia quando lo si fa. Viviamo nel mondo dello spettacolo, dell'immagine, dell'apparenza e dell'illusione, del resto, non possiamo certo pensare che contino le idee e i fatti.

Non è neanche ipocrisia: l'ipocrisia implica una menzogna, qui si usano due pesi e due misure non per interessi partitici, ma per bias cognitivi inconsapevoli. La stessa cosa appare veramente diversa se fatta da due persone diverse, le bombe di Obama sono diverse dalle bombe di Bush, come i gulag dai lager. Il marketing è tutto, soprattutto in politica dove il livello di razionalità dei "consumatori" è tendente a zero.

 
Quando uno parte da un'etica secondo cui contano i fatti e le idee, e si ritrova in un mondo dove conta solo ed esclusivamente il modo di porsi, è normale che si senta un po' spaesato. Io non ho mai pensato che il mio ideale di discussione di policy fosse soddisfatto nel mondo reale, ho sempre pensato che l'umanità non è pronta per giudicare in base a ciò che è invece che a ciò che appare.

L'umanità ha ancora una mentalità di tipo tribale: è l'appartenenza che fa la realtà, non la realtà che fa l'appartenenza. Non conta se una cosa vera, se è "nostra".

L'umanità non è sempre stata così. C'è stato un periodo in cui i valori erano considerati universali e non validi solo all'interno di una tribù. Questo periodo si chiamò illuminismo: non fu mai realizzato pienamente nei Paesi anglosassoni per via della schiavitù, e quando provarono a realizzarlo in Francia subito degenerò nella violenza domestica dei giacobini e internazionale di Napoleone: l'umanità ha un subconscio tribale e difficilmente potrà liberarsene. Gli illuministi erano degli illusi.

Non conta ciò che è bene, conta ciò che fa stare bene.

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