Ancora su FLI

Il 20-22 Maggio a Pescara ci sarà un convegno di Libertiamo il cui programma è questo, e a cui parteciperò. Libertiamo è la parte migliore di FLI, per non dire di tutto il Parlamento, e sicuramente la tre giorni di Libertiamo sarà più interessante dell'Assemblea Fondativa di FLI che è stata molto poco concreta.

Due buone notizie sul piano delle proposte di legge, che ovviamente non passeranno vengono da Libertiamo/FLI: un pacchetto contro alcune forme particolarmente odiose di "giustizia tributaria" (two words combined that can't make sense, direbbe Mustaine), e una sul mercato del lavoro.

Sulla prima vi lascio questo link.

Sulla seconda questo.

Un mio amico fa l'endorsement delle dichiarazioni di Draghi: almeno un 7% di spesa in meno (sarebbe da studiare attentamente come, quanto, dove). Sarebbe auspicabile se tutta FLI facesse lo stesso (sull'endorsement di Libertiamo non ci sono dubbi), sarebbe un segnale forte.

Visibilità sui media ufficiali da parte di FLI è improbabile, dato il massiccio controllo del Premier su questi. Sarebbe dunque perlomeno necessario migliorare perlomeno i siti. Libertiamo è una buona testata giornalistica online, ma il sito ufficiale di FLI cos'è? Ho provato a scaricare del materiale sulla riforma fiscale e non ho trovato niente.

La strategia di posizionamento dovrebbe essere fare un certo numero di proposte coerenti su:

  • Spesa, debito, deficit, tasse
  • Aumento dell'autonomia tributaria degli enti locali per generare concorrenza fiscale.
  • Lotta alle corporzioni professionali e per le liberalizzazioni
  • Riforma del welfare (soprattutto pensioni) e del mercato del lavoro
  • Posizioni sociali più aperte e meno clericali/xenofobe del PDL
  • Riforme della giustizia, civile e penale (soprattutto civile che è economicamente più importante)

Finora quel che è stato fatto lo ha fatto quasi sempre Libertiamo, non è chiaro quando il resto di FLI porti avanti questi punti, però almeno dà la possibilità di portarli avanti.

La mia impressione è che manchi una leadership in grado di creare un "brand" politico nuovo e riempirlo di contenuti programmatici chiari, andando a prendere voti al "Popolo del '94" che voleva da Berlusconi meno spesa pubblica e meno tasse e ha trovato invece il debito al 120% del PIL e il "solve et repete".

Per partorire un neonato servono nove mesi, per partorire un partito pare serviranno secoli, se si continua a questi ritmi… Fini spera probabilmente che le elezioni si terranno nel 2041, così avrà tutto il tempo di prepararsi.

Oggi come tre mesi fa, FLI è un partito poco concreto che lascia molto spazio ai liberali e comincia a lentamente a prendere posizioni interessanti su alcuni temi importanti, senza "strafare" sul piano liberale, purtroppo, ma facendo meglio del PDL (vabbé, anche Vendola farebbe meglio, probabilmente), almeno per le proposte. Io sto ancora in attesa di vedere all'opera un partito vero e con idee chiare…

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5 risposte a Ancora su FLI

  1. grizzlyXIII ha detto:

    Vecchio, questo è Futuro e Libertà: http://youtu.be/g_MvggYTWWk (versione completa: http://youtu.be/vB2yIwjAUBc). Fino a prova contraria, Granata e Bocchino sono lì, mica a scrivere commenti su Libertiamo. Per me perdete il vostro tempo, comunque, come volete…

  2. Libertarian ha detto:

    Che c'entrano Bocchino e Granata con Pennacchi?

    Comunque, non mi faccio illusioni, infatti probabilmente non andrò nemmeno a votare, però è innegabile che:

    1. Non esistono liberali nel PDL che siano attivi e visibili.
    2. Non esiste una sola politica liberale di questo governo.
    3. E' difficile fare di peggio in termini di autoritarismo e clericalismo rispetto a questo governo.
    4. In FLI i liberali almeno possono parlare e fare proposte, che poi a volte ricevono l'endorsement del quasi-partito che ancora non si capisce cosa dovrà essere.
    5. Le posizioni sui temi etici di FLI sono più aperte e moderne.

    Abbiamo quindi la certezza che Berlusconi è un problema e non una soluzione, e la remota possibilità (improbabile, come sarebbe improbabile ogni altra alternativa) che FLI diventi una cosa seria, soprattutto perché pare che tra i giovani ci siano più liberali che tra gli anziani, che sono ancora legati a miti del Novecento come Pennacchi, o comunque hanno una mentalità intrinsecamente statalista come Granata.

    Abbiamo cioè da confrontare la certezza del fallimento con l'improbabilità del successo, e preferisco la seconda. Poi ovviamente se vedo che politicamente il posizionamento sarà verso lo statalismo di destra classico anziché il liberalismo, io, come faccio dal 2005-2006, andrò ad annullare la mia scheda elettorale scrivendo battute sarcastiche sul foglio.

    Per questo vedrò…

  3. grizzlyXIII ha detto:

    Sì, era chiaro già nel post. Il mio dubbio è questo: si i liberali hanno fallito, miserevolmente, con una realtà politica, il berlusconismo, che avrà milioni di difetti ma è apertamente ostile allo stato, che accadrà con questa gentaglia che vuole ridare «dignità alle istituzioni», che vuole «lo stato al di sopra dell'individuo»? Per me il problema è puramente culturale, vedo molto lato oscuro in Fli e dubito ne possa nascere qualche piccola riformuccia (che è sempre ben accetta, ci mancherebbe).

  4. Libertarian ha detto:

    Concordo che ci siano dei miti politici della destra che stanno al liberalismo più o meno quanto la diossina sta alle mozzarelle di bufala…

    Non ho capito neanche io cosa è il "senso dello Stato" e la "legalità", credo a volte che il primo sia che bisogna prendere sul serio la politica, e la seconda che bisogna obbedire ai politici.

    Però sono sicuramente meglio dei loro contrari, cioè la ricerca spregiudicata del vantaggio personale e di gruppo con mezzi politici, e l'illegalità e l'omerta paramafiose diffuse a tutti i livelli.

    Il problema cioè è che l'Italia è substandard anche rispetto agli altri Paesi occidentali, figuriamoci rispetto agli ideali liberali che non sono applicati quasi da nessuna parte.

    La destra storica si illude che con un po' di manfrine moralistiche si possa migliorare la politica, e questa idea è racchiusa in slogan come il "senso dello Stato". Tempo fa definii questo senso come "l'intuito che fa sentire un dolore lancinante all'ano quando si avvicina un politico".

    Io credo che le degenerazioni clientelari non siano frutto di una cattiva morale, ma endogene al sistema istituzionale creato dalla politica, e dunque non si risolvono con le prediche, ma limitando la politicizzazione della società.

    Però è meglio avere dei miti come Pietro Micca che come Fabrizio Corona. Non mi aspetto molto da questa mitologia, ma meglio di niente.

    Sulle pagine di Libertiamo un mio amico sta facendo un lavorone enorme per spiegare perché la politica non funziona e perché i suoi difetti non sono frutto di errore ma sistematici. Credo che questo tentativo di delegittimazione e demistificazione sia più fruttuoso di ispirarsi all'eroismo di Muzio Scevola per avere dei politici migliori…🙂

  5. Libertarian ha detto:

    Nonostante ciò, credo sia possibile interpretare quei miti in senso liberale, e in fin dei conti la Destra Storica (con la maiuscola per indicare quella dell'Ottocento) ha fatto cose liberali, come il pareggio di bilancio di Marco Minghetti.

    "Legalità" in senso buono: rispetto delle procedure, trasparenza, rispetto dei diritti amministrativi, accountability, certezza della pena, giusto processo.

    "Legalità" in senso cattivo: bisogna mozzare le orecchie ai ladri, mettere le persone in galera senza processo, rovinarne l'immagine con processi mediatici, e far condizionare sistematicamente la politica dalle vicende giudiziarie.

    Ora, ho l'impressione che la prima sia una definizione più seria, e probabilmente è a questo che ci si riferisce, poi ci sono i dipietristi che danno la definizione cattiva. Se però ci si limita alla definizione buona, come valore mi sembra una cosa positiva.

    Non bisogna però certo dimenticare che "legale" significa solo "conforme alla legge", e la legge è ciò che i politici dichiarano giusto, quindi la legalità è un concetto formale che in assenza di contenuti sostanzialmente liberali del diritto può addirittura essere dannosa per la libertà.

    Questo non significa che sia da considerarsi un disvalore.

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